Airc.it Tutto comincia con una donazione di sangue. Maria Stella ha 33 anni, vive a Roma e da diverso tempo si reca abitualmente ai centri trasfusionali, lo fa anche quell’estate del 2007 prima di recarsi in negozio, dove lavora come commessa. Quella volta c’è qualcosa che non va e le consigliano di ripetere l’emocromo per controllare alcuni parametri: Maria Stella ha una leucemia promielocitica acuta, una forma rara, delle più gravi e in fase già avanzata.
Maria Stella è ad alto rischio di emorragia e di infezioni e viene ricoverata d’urgenza presso il reparto di oncoematologia dove lavorava il Professor Francesco Lo Coco, medico e ricercatore AIRC al Tor Vergata di Roma. Il giorno dopo inizia la chemioterapia: “Poiché ero in forze i medici hanno voluto approfittare del momento, ritenendo che potessi combattere la malattia con più grinta”.
A salvare Maria Stella è stata una terapia individuata grazie a un progetto di ricerca finanziato da AIRC.
La sua vita però comincia a cambiare: le terapie sono pesanti e obbligano Maria Stella a stare mesi interi chiusa prima in ospedale e poi a casa e a trascorrere lunghi periodi completamente a riposo, lontano da tutto, dalle fatiche, dal lavoro, dalle relazioni.
“Ho promesso a me stessa che se uscivo viva da quel reparto di oncoematologia, avrei continuato ad aiutare chi si trovava a combattere questo male”.
Così Maria Stella ha aperto una piccola associazione, presso la sua abitazione a Roma, che sostiene i pazienti colpiti da tumori del sangue. “L’obiettivo dell’associazione è sensibilizzare alla malattia e raccontare che cosa significa vivere con un tumore, che cosa prova una persona affetta da leucemia come vive anche chi sta intono al malato e alle sue problematiche”. Perché non lo si capisce mai fino in fondo, fino a che non si vive la malattia.
Maria Stella deve molto anche alla ricerca: “Agli eventi e alle raccolte fondi cui intervengo, sottolineo l’importanza che la ricerca vada avanti, perché io ne sono l’esempio vivente. Io sono viva grazie alla ricerca”.

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