Era il 2010, arrivava l’estate, i primi bagni le feste ed io non sapevo minimamente a cosa andavo incontro.. Era la fine del mese di luglio e dovevo cominciare a lavorare come animatore in un villaggio turistico a Rimini.. Qualche settimana prima della partenza cominciai a percepire strani dolori alla schiena.. Un eterno crampo che partiva dalla schiena ed arrivava alla parte opposta.. Pensavo fosse una semplice freddezza dovuta al ventilatore mi dicevo ma non era così.. Il tempo passava e questo dolore si accentuava sempre di più.. Finché la notte prima di partire decisi di farmi accompagnare in ospedale.. Rimasi li un intera notte, finché non arrivò la mattina.. Quella mattina fu davvero spenta, addolorata.. Mi spostarono in un reparto chiamato EMATOLOGIA.. Non pensavo nemmeno cosa fosse.. Mi dissero i miei genitori che avevo un infiammazione e che dovevo stare un paio di giorni.. La cosa strana è che facevo giorno per giorno tac, esami del sangue etc.. Un pomeriggio passò per i corridoi del reparto un barbiere.. Questo mi disse “ragazzo perché non ti vuoi radere a zero?” Io risposi “e xk ho un tumore” con aria scherzosa.. Lui ci rimase e probabilmente capì che non sapevo nulla e così me li rasò comunque perché faceva caldo ma nn a zero.. Un giorno arrivò l’ambulanza che doveva spostarmi in un reparto per alcuni accertamenti e stavo con mio padre.. Io mi avviai verso l’ambulanza e c’era una cartella clinica con sopra il mio nome.. Vincenzo montanaro, diagnosi: probabile leucemia linfoblastica acuta.. Per un attimo ci rimasi. Nel frattempo entrò mio padre e gli domandai “papà ho un tumore?”. Lui non seppe darmi una risposta.. Mi disse “stanno vedendo.. Stanno verificando se il tumore c’è o no”. In pratica quando non stavo bene con la schiena la milza mi si era ingrossata, e i valori erano tutti sballati.. Passarono altri due o tre giorni.. Era un pomeriggio caldo quello.. C’erano nella stanza mia mamma, mia zia, amici di famiglia e mio padre.. Quest’ultimo mi si avvicinò e mi disse “Enzo.. Purtroppo hanno confermato che sei malato di leucemia.. Ora devi dimostrare a tutti chi sei davvero e noi ti daremo tutta la forza che ti serve”.. Forse da quel momento cambiai radicalmente.. Non piansi, dissi “se c’è da lottare io lotto.. Voglio dimostrare di essere più forte della malattia del secolo”.
Da li cominciarono i vari cicli di chemioterapia.. Ho sofferto parecchio.. Ma non mi sono mai dato per sconfitto.. Finiti i cicli di chemio durati un anno e mezzo.. Il mio dottore mi propose di avviare il trapianto e di cominciare a trovare un donatore che sia compatibile.. Se il donatore fosse stato compatibile al 100% la mia malattia sarebbe stata debellata.. La mia famiglia aveva poche probabilità.. I miei genitori erano 50% e 50% ed avevo mio fratello.. Un solo fratello.. Che fortunatamente era compatibile al 100%.. La mia guarigione era vicina.. Me lo sentivo.. Ma dovevo affrontare un ultima sfida.. Passare un mese in una camera sterile senza avere contatti con la gente.. Accettai, e così mi ricoverai di nuovo per terminare la mia “esperienza”.. La trasfusione di midollo osseo avvenne con successo ma in camera rimasi quasi 60 giorni per via delle febbre che mi si alzò.. Non mi sono mai perso d’animo.. Uscì da quell ospedale e mi affacciai alla vita.. Alla libertà e a tutto ciò di bello che ha da offrirci il mondo.. Ero guarito.. Oggi sono passati 4 anni.. Sono un ragazzo nuovo.. Con ambizioni e sogni.. Faccio rap e pian piano sto emergendo e spero di diventare un rapper famoso.. A volte capita di ritornare nel passato come sta succedendo adesso e posso solo definirmi soddisfatto.. Ho affrontato a mani nude la morte.. L’ho schiacciata in solo due anni di sacrifici.. E tutto con la mia forza di volontà.. Tutto con la mia positività.. La mia allegria.. La mia speranza.. Mi rivolgo a tutti quelli che purtroppo lottano ancora.. Siate sempre positivi.. Non vi abbattete.. Siamo più forti delle malattie e se Dio ci mette alla prova noi dobbiamo garantirgli che la sua forza, la sua energia la usiamo come si deve.. Io ho sofferto.. Ho pianto.. Ho urlato.. Ma sono momenti che servivano a me per sfogarmi, svuotarmi e ripartire e combattere.. Perché se mi fossi tirato indietro dall’inizio mi sarei dato del codardo e del perdente invece no, ho continuato a lottare.. Ed alla fine ho vinto.. Siate sempre speranzosi che se ho vinto io possono vincere tutti..! Un Abbraccio forte.. Spero di aver raccontata bene la mia storia.. E spero di aver regalato una speranza a tutti voi perché la vera medicina siamo noi non lo dimenticate mai!!
OPiepp

1 commento

  1. Bravo OPiepp, sono felice che questa esperienza ti ha lasciato non solo dolore ma anche tanta forza in più per raggiungere i tuoi obiettivi. E complimenti per la canzone!
    LauraDP

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