Non voglio sprecare parole
sulla tua sofferenza,
so che è dolore e mistero.
So che non basta mai
la pazienza,
né servirà il mio pensiero.
So che è limitata la scienza,
che pur deve camminare;
so che la fede è precaria,
e presto potrà vacillare.

So tante cose,
anche se t’ho solo sfiorato,
perché anch’io,
come te,
sono stato e sono malato.
( Chi non lo è? ).

So che ti senti solo,
con quel peso dannato
che chiamano croce,
ed è tua,
la tua croce soltanto.
So che vorresti
alzare la voce,
ma le forze
si vanno spegnendo.

Accetta,
non chiedo il dolore,
ma quell’umile mano
che in silenzio
qualcuno ti porge,
tesa
come orecchio
ad ascoltare;
perché, senza amore,
dalla croce
nessuno risorge;
tu questo,
hai da insegnare.

Domenico Maccarana

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