Ciao io mi chiamo Francesca e ho 57 anni. Quattro anni fa ho fatto il trapianto di cellule staminali donatemi da mia sorella. Ma la mia è una storia lunga che inizia nel 1990, quando a 27 anni mi crollò il mondo addosso. Infatti dopo mesi di lividi e piccole emorragie, mi fu diagnosticata una aplasia midollare severa. A quel tempo a Catania non trattavano questa malattia in maniera adeguata e mi mandarono a Genova dal professor Bacigalupo. Per me fu molto difficile, perché a 27 anni ti senti invincibile e invece ti rendi conto che non è così… Comunque feci il siero antilifocitario, E tutto andò bene, dopo un mese tornai a casa pensando di essermi lasciato tutto alle spalle . Invece nel 1996, dopo aver avuto una figlia, 5grazie a Dio ci sono riuscita), ho avuto la prima ricaduta. Temporeggiai con cure blande, ma non bastò. Nel 2001 fui ricoverata qui a Catania per fare il siero, ma le cose non andarono come la prima volta. Sono stata subito male, ho preso due broncopolmoniti da Pneumocystis e Cytomegalovirus, e dopo quattro mesi di ospedale, senza poter vedere mia figlia, mi misero in coma farmacologico per la seconda broncopolmonite. Miracolosamente ne uscii, e ancora i medici si chiedono come, perché ero messa davvero male! Ricomincia la mia vita sperando fosse l’ultima volta. Ma nel 2012 l’aplasia si ripresentò per la terza volta, e feci per la terza volta il siero. Naturalmente i miei medici insistevano sempre perché io facessi il trapianto, ma io mi rifiutavo perché ero terrorizzata.

Nel 2015 ebbi la quarta ricaduta, associando l’aplasia ad un’altra malattia ematologica l’emoglobinuria parossistica notturna. Iniziai una terapia ospedaliera in day-hospital e dopo un anno preciso mi fu diagnosticata la leucemia mieloide acuta. A quel punto il mio midollo era completamente distrutto, ero in una situazione molto delicata, e i medici hanno tentato il tutto per tutto Stavolta non mi potevo sottrarre all’ineluttabile: il tanto odiato trapianto… Io il donatore lo avevo sempre avuto, mia sorella, una tipa tosta e molto determinata! Così a 53 anni dopo 26 anni di incertezze e paure, arrivai a quella che sarebbe dovuta essere la mia prima cura, ma che io avevo sempre rifiutato Il mio trapianto fu molto tranquillo perché pur avendo delle formazioni extramidollari, risposi in maniera immediata sin dalla prima chemio. Così dopo la preparazione passai alla camera sterile dove mi furono infuse le cellule staminali di mia sorella Clementina Sono stata fortunata, non ho mai vomitato né per la chemio né dopo il trapianto, ho avuto una blanda mucosite, e dopo un mese sono tornata a casa.

Questo lo racconto perché vorrei che persone che hanno paura di affrontare questo percorso, sappiano che la forza di volontà è la cosa più grande che abbiamo. Ho sbagliato a rimandare per 26 anni. Affrontare con serenità e coraggio è la cura migliore

Francesca

Foto di Stefano Giorgierini

6 commenti

  1. Ciao Checca, il tempo vola ed i tuoi 26 anni di paure ed incertezze,(per usare un eufemismo),per noi sembrano essere volati.Ma se mi fermo un attimo a rifletterci sopra, ho terrore solo ad immaginare come ti sia sentita nelle lunghe notti di ansia e nelle successive mattinate piene di punti interrogativi. Sei stata brava, forte,di acciaio, indistruttibile, invincibile!! Tra noi c’e’ anche stata un sciocca ed inverosimile notte oscura , le cui ferite ho fatto fatica a rimarginare , considerato i nostri atavici affetti di famiglia. Oggi mi sento guarito , come tu sei guarita da ben piu profonde, terribili ferite fisiche ed interiori. Ti auguro di cuore uno splendido , sereno futuro, bello almeno quanto la tua esuberante bellezza! To’ cucinu Concetto, figghiu do’ zu Pippo.

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