Pochi giorni prima del terremoto che colpì l’Emilia nel 2012 vennero nella mia classe dei volontari della Croce Rossa a spiegarci in cosa consiste, come funziona e l’importanza della donazione di sangue.
Al termine della loro spiegazione, hanno chiesto “Ok, bene. Chi vuole diventare donatore?”
Avevano allestito un’aula con l’elettrocardiogramma per fare direttamente la visita nella scuola e nel cortile davanti c’era l’ambulanza con tutto il necessario per il prelievo.
Ho alzato la mano e detto “IO”.
Da quel momento, salute permettendo, ho sempre donato prima il sangue e poi il plasma, sia in inverno che in estate, sia durante il Covid che prima. E mi piace.
Mi piace l’idea di poter aiutare qualcun altro pur facendo veramente poco, cioè semplicemente sdraiandomi sulle poltrone blu e aspettando che un gentile infermiere faccia tutto il lavoro per me. Costa così poco a me, se non un pezzettino del mio tempo (che poi, è “lunga” la plasmaferesi ma la donazione di sangue intero impiega tipo 10 minuti), ma può essere così utile per qualcun altro.
A volte mi domando: perché una persona in salute non dovrebbe donare? Perché il sabato mattina preferisce andare in spiaggia in estate o dormire in inverno? Può essere davvero questo un motivo?
No, fermiamoci e pensiamo a quanto siamo fortunati a stare bene e facciamo il massimo che possiamo quando siamo in questo equilibrio, perché non è scontato.

🩸 Diventa donatore anche tu!
💪🏻 DONA ANCHE IN ESTATE 🩸

Jessica

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