Ci sono gesti che sembrano piccoli, finché non scopri che per qualcuno significano la vita.

Avevo sempre sentito parlare della donazione di midollo osseo, ma la vedevo come qualcosa di lontano, quasi irraggiungibile. Poi un giorno ho deciso di iscrivermi al registro dei donatori. Un semplice prelievo salivare, pochi minuti, e la consapevolezza che forse, un giorno, avrei potuto aiutare qualcuno.

Quel giorno è arrivato davvero.

Quando mi hanno chiamato per dirmi che ero compatibile con una persona malata, il cuore mi si è fermato per un attimo. Da una parte la paura, dall’altra una sensazione fortissima: da qualche parte c’era qualcuno che stava lottando per vivere, e io potevo fare qualcosa di concreto.

La donazione è stata molto meno difficile di quanto immaginassi. Nessun gesto eroico, nessun dolore insopportabile. Solo medici straordinari, tanta umanità e la consapevolezza di stare facendo qualcosa che valeva infinitamente più del tempo dedicato.

Ma la parte più intensa non è stata quella.

La parte più intensa è stata tornare a casa e pensare che, forse, in quel momento una mamma avrebbe potuto riabbracciare suo figlio più a lungo. Che un ragazzo avrebbe potuto ricominciare a fare progetti. Che qualcuno avrebbe avuto un’altra possibilità.

Non conoscerò mai il volto della persona che ha ricevuto il mio midollo. Eppure sento che, in qualche modo, le nostre vite resteranno unite per sempre.

Donare il midollo osseo non significa soltanto donare cellule. Significa donare tempo. Futuro. Speranza.

E se oggi qualcuno mi chiedesse se rifarei quella scelta, risponderei senza esitazione:
mille volte sì. Elena

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