C’erano giorni in cui Elena riusciva a sorridere.
Lo faceva soprattutto al telefono, quando dall’altra parte sentiva la voce di Matteo.

“Mamma, quando torni a casa?”

Otto anni.
Una voce ancora piena di sogni, di cartoni animati, di compiti fatti male e ginocchia sbucciate.
Una voce che lei non stringeva tra le braccia da più di due mesi. La stanza sterile del reparto di ematologia era diventata il suo mondo.

Pareti bianche, macchine che suonavano di continuo, infermieri che entravano piano per non disturbare.
E poi il silenzio della notte. Quel silenzio che faceva più male della malattia.

Elena aveva scoperto di avere un tumore del sangue all’improvviso.
Una stanchezza strana, i lividi sulle gambe, poi la diagnosi arrivata come una tempesta.
Leucemia.

Da quel giorno aveva iniziato una battaglia che non aveva scelto. Chemioterapia, febbre, trasfusioni, paura.
Ma la cosa più difficile non erano gli aghi o i capelli caduti sul cuscino.

Era l’assenza.

Non poter accompagnare Matteo a scuola. Non sentire il suo profumo dopo il bagnetto. Non poterlo abbracciare quando aveva paura del temporale.

Per proteggerlo dalle infezioni, i medici avevano detto che era meglio evitare visite. “Solo per un po’”, le avevano detto. Ma quel “po’” era diventato lunghissimo.

Ogni sera Matteo lasciava un disegno davanti alla videocamera durante le chiamate. Supereroi, cuori storti, case colorate. In uno aveva scritto: “Questa è casa nostra. Manca solo la mamma.”

Elena aveva pianto in silenzio dopo aver chiuso la videochiamata. Perché una madre può sopportare il dolore. Può sopportare la paura. Ma sentirsi lontana dal proprio figlio è una ferita che non smette mai di sanguinare. Una mattina di maggio, dopo settimane durissime, i valori iniziarono finalmente a migliorare.

L’infermiera le sorrise mentre le sistemava la flebo. “Forse presto potrai uscire qualche ora.” Elena non riuscì nemmeno a rispondere. Chiuse gli occhi e immaginò soltanto una cosa: le braccia di Matteo intorno al collo.

Non desiderava altro.
Non i capelli che sarebbero ricresciuti.
Non tornare bella.
Non tornare forte.

Solo tornare mamma.

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