{"id":4692,"date":"2012-05-13T21:38:25","date_gmt":"2012-05-13T20:38:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arcobalenodellasperanza.net\/arcobaleno\/?p=4692"},"modified":"2013-07-21T15:33:11","modified_gmt":"2013-07-21T14:33:11","slug":"amare-godere-e-vivere-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcobalenodellasperanza.net\/speranza\/amare-godere-e-vivere-la-vita\/","title":{"rendered":"AMARE, GODERE e VIVERE la vita."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.arcobalenodellasperanza.net\/arcobaleno\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/arcobaleno3.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4690 lazyload\" title=\"Rainbow over the Muldrow Glacier\" data-src=\"http:\/\/www.arcobalenodellasperanza.net\/arcobaleno\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/arcobaleno3-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" data-srcset=\"https:\/\/www.arcobalenodellasperanza.net\/speranza\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/arcobaleno3-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.arcobalenodellasperanza.net\/speranza\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/arcobaleno3.jpg 468w\" data-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==\" style=\"--smush-placeholder-width: 300px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 300\/201;\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Non dimenticher\u00f2 mai la prima volta che misi piede l\u00ec dentro&#8230;&#8230;&#8230;.<br \/>\nDopo un mese di inutili ricerche, passando da un&#8217;ospedale all&#8217;altro, le mie condizioni peggioravano sempre pi\u00f9, nonostante mi avessero girato e rigirato come un pedalino (senza ottenure nulla)&#8230;. una mattina ormai stremata, guardai in faccia tutto lo staff medico e dalla mia bocca uscirono queste parole&#8230;.<br \/>\n&#8220;scusate, ci vuole tanto per capire che \u00e8 LEUCEMIA?&#8221;<br \/>\nNooooooo, dicevano che NON era possibile perch\u00e8 nel mio sangue non c&#8217;erano marker tumorali&#8230; cos\u00ec il 22 dicembre AGO ASPIRATO e BIOPSIA OSSEA e il 31 dicembre 2010 la terribile sentenza: sospetta &#8220;LAM&#8221; &#8220;LAM&#8221; &#8220;LAM&#8221;, quelle tre parole LEUCEMIA MIELOIDE ACUTA echeggiano ancora nella mia mente.<br \/>\nCon una macchina di emergenza sangue fui trasferita da un&#8217;ospedale all&#8217;altro &#8230;.la mia vita stava cambiando, anzi, mio mal grado era gi\u00e0 cambiata.<br \/>\nAncora non sapevo a cosa stessi andando incontro, ma con il terrore nel cuore&#8230;. in meno di un&#8217;ora a pelle avevo capito tutto, tutto quello che in 32 anni la mia mente non era riuscita neppure lontanamente a percepire &#8230;.. la vita andava <strong>AMATA, GODUTA <\/strong>e <strong>VISSUTA<\/strong> istante per istante perch\u00e8 nulla \u00e8 certo e niente \u00e8 scontato.<br \/>\nIo fino ad allora cosa avevo fatto? avevo fatto tutto, tutto tranne <strong>VIVERE<\/strong> veramente.<br \/>\nQuando arrivai in reparto a mio padre fu concesso di entrare solo per portare i miei effetti personali dopodich\u00e9 lo costrinsero ad uscire&#8230;. perch\u00e8 l\u00ec dentro NON si poteva stare. Ancora oggi non sono in grado di descrivere la terribile sensazione di ABBANDONO che ho provato in quel momento, vedere quella porta chiudersi lasciando alla mia vista solo le sagome dei membri della mia famiglia.<br \/>\nL&#8217;ultima immagine che ricordo di quel maledetto momento?<br \/>\ngli occhi vitrei, increduli ed impauriti della mia famiglia e di mio marito.<br \/>\nE io?<br \/>\nio ero rimasta <strong>SOLA<\/strong>, sola senza la cosa pi\u00f9 importante &#8220;la mia vita&#8221;.<br \/>\nSi ero rimasta sola, sola avvolta dal silenzio, da un&#8217;ordine ed una pulizia maniacale, mi guardavo intorno e non capivo&#8230;. vedevo solo tristezza, sofferenza e dolore, continuavo a non capire&#8230;.. cos\u00ec cominciai ad avvelenarmi ancora di pi\u00f9&#8230;. mi sembrava di impazzire, mi sentivo una pantera in gabbia, mi mancava l&#8217;aria&#8230;<br \/>\nCominciai a chiedere a chiunque fosse in grado di parlare di spiegarmi cosa stesse succedendo&#8230;. mi guardavano tutti con occhi strani, gli infermieri cercavano di calmarmi e malgrado tutto di rassicurarmi, ma a me non bastava, io non volevo essere calmata, non volevo essere rassicurata, io volevo solo uscire, scappare il pi\u00f9 lontano possibile da quel posto, ignara del fatto che invece, sarebbe diventato la mia casa per molto, molto, molto tempo.<br \/>\nE&#8230;&#8230; ad un tratto mi fecero capire che mi sarei dovuta adeguare, del resto non avevo altra scelta, \u201cdovevo\u201d punto e basta, perch\u00e9 in gioco c&#8217;era la mia vita e scappando di l\u00ec non avrei avuto speranze, sarei stata solo, una condannata a morte certa.<br \/>\nCos\u00ec mi trovai catapultata in un viaggio pieno di confusione, paura, perch\u00e9 la parola con la quale mi avevano ricoverata faceva, e fa ancora oggi molta paura, CANCRO, un vortice di domande mi assaliva\u2026 mi domandavo &#8220;perch\u00e8 a me?&#8221;, &#8220;cosa ho fatto di male per meritare questo?&#8221;, &#8220;n\u00e8 uscir\u00f2 viva?&#8221;.<br \/>\nCos\u00ec iniziai un lungo percorso, le prime visite, i primi controlli, mi spiegarono cosa sarebbe potuto succedere, quale sarebbe stata la terapia, i suoi rischi e le conseguenze\u2026<br \/>\nmi spiegarono che farsi tante domande non sarebbe servito a niente, che confrontarsi con altri compagni di sventura non avrebbe portato a nulla, perch\u00e9 ognuno di noi \u00e8 diverso dall&#8217;altro e la reazione alle cure \u00e8 diversa da fisico a fisico, mi spiegarono che mi sarei dovuta armare di tanta, tanta ma tanta pazienza&#8230;. perch\u00e8 il viaggio sarebbe stato lungo e pieno di insidie. In effetti in breve tempo mi trovai faccia a faccia con la paura, il pianto, lo sconforto, il dubbio, molte volte mi ritrovai a grattare il fondo ma mai, mai neppure una sola volta ho pensato di non potermi RIALZARE&#8230;. la mia <strong>VITA <\/strong>rivolevo la mia vita a tutti i costi, non poteva finire cos\u00ec&#8230;.<br \/>\nMi tolsero tutto partendo dall&#8217;aria e dai raggi del sole (visto che le finestre della stanza erano sigillate), finendo alla cosa pi\u00f9 cara che noi tutti abbiamo il calore, l&#8217;affetto e l&#8217;amore della famiglia e degli amici, cos\u00ec per evitare il rischio di infezioni, e non creare ulteriori ostacoli ad un percorso gi\u00e0 drammatico e rischioso di suo non potevo ricevere visite.<br \/>\nAd un tratto mi resi conto che ero disposta ad accontentarti di tutto e quella misera ora di visita al giorno era diventata per me l&#8217;unico appuntamento con la VITA, solo un privilegiato al giorno per una sola ora, aveva l&#8217;onore di indossare camice, copri scarpe e mascherina per giungere al mio cospetto, nessuno poteva toccarmi ma solo parlarmi a distanza.<br \/>\nDopo pochi giorni mi fu &#8220;istallato&#8221; nel petto un catetere che pi\u00f9 tardi sarebbe stato collegato ad una pompa, il suo rumore sarebbe diventato la mia unica e costante compagnia. Alla pompa rimanevo attaccata 24 ore su 24, per tutta la durata del ricovero, mi serviva per la somministrazione delle terapie e l&#8217;alimentazione. Lasagne, bistecche, patatine fritte, caff\u00e8 e dolci di ogni tipo erano diventati solo un ricordo, di li a poco sarebbe stata la chemio a devastare il mio apparato digerente e le continue nausee avrebbero scandito le mie ore. Il rumore della pompa lo sentivo giorno e notte, notte e giorno&#8230;.. e quando puntualmente la notte la pompa si bloccava e cominciava a suonare mi veniva voglia di sbatterla per terra, allora facevo un bel respiro, mi calmavo e chiamavo l&#8217;infermiere per farla sbloccare&#8230;. poi con il tempo ho imparato a farlo anche da sola &#8230;. tutto era diventato routine che non ci facevo neanche quasi pi\u00f9 caso.<br \/>\nL\u00ec dentro le giornate erano lunghe ma molto impegnative.<br \/>\nLa sveglia era alle sei, si iniziava con il bilancio delle urine, (dalla sera prima devi fare pip\u00ec in un bidoncino tondo), controllavano la temperatura, la pressione, quanto avevi bevuto (ammesso e concesso che tu ci fossi riuscita per via della nausea). Questo veniva fatto ogni sei ore e guarda caso sempre quando stavi cercando di riposare un p\u00f2&#8230;.. sembrava fatto apposta.<br \/>\nQuando era possibile impegnavo il tempo ascoltando musica, guardando la TV, chattando su FB con qualche amico e dormendo, perch\u00e8 dormendo il tempo sembrava passare prima ed anche perch\u00e9 la terapia mi toglieva ogni energia e quindi la forza di fare ogni cosa.<br \/>\nMa quando le forze tornavano allora potevo anche concedermi una passeggiata nel corridoio, dove incontravo solo infermieri o qualche paziente come me, cos\u00ec alla fine del giretto con il mio carrellino a pompa me ne tornavo nella stanza, divenuta ormai unico rifugio, l\u00ec dove mi sentivo protetta ma anche in gabbia, fissavo il muro bianco o in alternativa guardavo fuori dalla finestra con i lacrimoni agli occhi &#8230;.. vedevo la gente passare, le macchine sfrecciare, la pioggia scendere, il vento soffiare, mi rendevo conto che fuori tutto continuava, era solo la mia vita ad aver avuto una brusca frenata, e la mente ricominciava a farsi tante domande, fino a che mi arrendevo alla realt\u00e0 dei fatti e ricrollavo sfinita dalla stanchezza.<br \/>\nCos\u00ec andarono le cose per due cicli di chemio, la prima non ebbe molto successo, ma la seconda ad alte dos\u00ec, mi regal\u00f2 la tanto sospirata REMISSIONE TOTALE. Dopo due mesi, appena recuperate le forze, grazie al mio unico FRATELLO (che non finir\u00f2 mai di ringraziare e benedire per avermi regalato, con immenso amore e senza pensarci neppure un&#8217;istante, la speranza di una seconda possibilit\u00e0) arrivai all&#8217;appuntamento con il TRAPIANTO il 21 luglio 2011 &#8230;&#8230; fu un mese durissimo, il pi\u00f9 duro in assoluto, mi sono piegata lo ammetto ma non mi sono SPEZZATA.<br \/>\nUn ricordo va a tutte le persone che ho incontrato e conosciuto in questo percorso, persone speciali, persone uniche, persone che hanno combattuto, persone che combattono e che in qualche modo, magari non rendendosene conto, mi hanno trasmesso forza, speranza e coraggio!<br \/>\nIl 21 maggio saranno 10 mesi dal trapianto e le celluline miracolose del mio fratellino sembrano fare il loro compito, a marzo ho ripreso il lavoro, una settimana fa ho fatto il mio primo viaggio (che poi vi racconter\u00f2), cerco di fare tutto quello che mi piace, che mi fa star bene e cerco sopratutto di fare quello che non facevo prima&#8230; <strong>AMARE, GODERE<\/strong> e <strong>VIVERE la vita<\/strong>.<br \/>\nANNA<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><strong>21\/7\/2011 &#8211; 21\/7\/2013<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><br \/>\n<\/span> &#8220;NEL BUIO SONO CADUTA, NEL BUIO HO POTUTO SENTIRE CIO&#8217; CHE NELLA LUCE AVREI POTUTO SOLO VEDERE. NEL BUIO SONO SCESE LE MIE LACRIME, NESSUNO POTEVA VEDERLE, SOLO IO POTEVO SENTIRLE.<br \/>\nNELLA PERSONA CHE CON ME HA CONDIVISO LA VITA HO TROVATO LA SPERANZA&#8230;..<br \/>\nFINALMENTE IL BUIO HA LASCIATO IL POSTO AI COLORI &#8230;&#8230;<br \/>\nGRAZIE A TE MASSIMO, FRATELLO MIO SE OGGI SONO ANCORA QUI&#8230;&#8230;&#8221;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Gi\u00e0 due anni sono passati&#8230;&#8230; in questa giornata per me speciale spengo le mie due candeline alla Vostra salute&#8230;&#8230; il desiderio lo tengo nel mio \u2665 dicono che se si svela non si avvera \ud83d\ude09 Anna <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.arcobalenodellasperanza.net\/arcobaleno\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/1012627_10200295305926670_1865130018_n.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6374 lazyload\" title=\"1012627_10200295305926670_1865130018_n\" data-src=\"http:\/\/www.arcobalenodellasperanza.net\/arcobaleno\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/1012627_10200295305926670_1865130018_n-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==\" style=\"--smush-placeholder-width: 200px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 200\/300;\" \/><\/a> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non dimenticher\u00f2 mai la prima volta che misi piede l\u00ec dentro&#8230;&#8230;&#8230;. 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