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Il lungo viaggio di una strana sacca

Un giorno un medico non ebbe il coraggio  di guardarmi negli occhi, quel giorno sentii qualcosa rompersi in me, ma qualcosa si era rotto da tempo, molto, poco, non sappiamo e non importa.

Quel giorno mi dissero che avevo qualcosa che non va, me lo dissero due medici del reparto ematologico, chiesi “leucemia”, annuirono.

E fu l’inizio, la diagnosi completa parlava di mielodisplasia in evoluzione con delezione del braccio corto del quinto cromosoma. Niente di particolarmente drammatico, non esiste cura che non sia il trapianto, ma il decorso è lento, c’è un nuovissimo farmaco, o meglio ci sarà tra qualche settimana, per mantenere lo stato, si può arrivare al trapianto senza chemio e senza trasfusioni. Mia sorella non è compatibile, manco un antigene in comune, bisogna cercarlo. Intanto dopo 2 mesi la mielodisplasia diventa leucemia, alla faccia dei 5 anni attesi, le cose diventano serie. Due cicli e il male progredisce indisturbato.

Gli stessi occhi che avevano rifiutato il mio sguardo, ora indugiano su di me, sento preoccupazione, ho la precedenza assoluta ai controlli, si mette male. Un po’ a sorpresa la terza linea ha un successo inaspettato, c’è una possibilità, ma non sappiamo quanto tempo abbiamo prima che il male torni, sappiamo solo che tornerà presto.

La scienza aveva fatto quello che poteva, ora dovevamo aspettare un gesto di amore per uno sconosciuto da uno sconosciuto, un midollo compatibile, un donatore che aveva messo un po’ di se a disposizione, un po’ del suo tempo, tanto del suo amore. Perché donare il midollo è un gesto che salva una persona, senza esigere che un’altra vita ne paghi il tributo, dicono gli americani è un gesto win-win, tutti vincono, una persona vive, una persona ha ascoltato il grido di dolore di una vita minacciata da un male subdolo.

C’è qualcuno da qualche parte lì fuori che un giorno ha pensato di poter essere utile anche offrendo un po’ di se, una persona che forse mi ha salvato la vita, una persona che ha la gratitudine mia, della mia famiglia, forse dei miei amici, una persona buona, una persona attenta alla vita.

Vorrei poterle dire grazie, vorrei che potesse capire la grandezza di questo gesto disinteressato, vorrei che potesse vivere l’emozione di seguire il viaggio, di attendere l’arrivo di quella strana sacca, piena di un liquido rosa antico, cui erano attaccate le uniche speranze che mi rimanevano. L’emozione di vedere quel liquido scomparire nel mio petto, entrare in una vena, vicino al cuore, farmi stare male e al tempo stesso salvarmi.

Voi che leggete queste righe, vi prego, continuate quello che quella persona ha fatto, quello che altri milioni di persone nel mondo sono disposte a fare, diventate donatori di midollo osseo.

Marco

4 commenti

  1. caro marco ,lo sai
    qualche volta parlo di quanto sia importante lessere donatore di midollo,

    ma c’e’ tanta ignoranza su questo argomento,,,,,,poche persone
    sanno e quando parlo di paolo ……,solo allora mi guardano con una faccia perplessa
    e rispondono ………..non lo sapevo.
    Spero tanto che tante persone si possano mettere sul registro mondiale,perche ‘ grazie a loro
    tante persone possono guarire
    un grosso abbraccio

  2. Salve Rosella, devi recarti presso un ospedale o al centro Admo più vicino della tua città. Non devi aver superato i 35 anni di età e devi godere di ottima salute 🙂

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