Donare salva la vita anche a chi dà il sangue

La storia Stella aveva la leucemia: ora può sorridere Nel Lazio il minor numero di sacche, ne mancano 55.000

Uno spiraglio di sole in una giornata uggiosa. Con queste parole si potrebbe sintetizzare il successo della prima Maratona del sangue di Roma. Ma questo non è abbastanza. Bisogna andare oltre per fare in modo che lo sforzo di Croce rossa italiana e dei Rotary Club non rimanga una goccia nell'oceano. La generosità di quelle quarantadue persone che domenica hanno deciso di donare il proprio sangue davanti al Ducati Caffè è un'ulteriore dimostrazione che la sensibilità dei romani sta crescendo, ma non è ancora abbastanza se confrontata con le reali necessità. I numeri parlano chiaro: nel Lazio mancano 55mila donatori per poter arrivare a rendere autosufficiente il sistema trasfusionale della Regione. 55mila sacche di sangue che, unite alle circa 170mila che già si prelevano, permetterebbero a Roma di togliersi di dosso la maglia nera tra le città con il numero più basso di donatori se paragonati alla popolazione. Infatti, se si prendono per buone le stime che attestano il fabbisogno a 40 unità di sangue l'anno ogni 1000 persone, Roma dovrebbe, da sola, produrne 110mila. Un numero elevato al quale tutti guardano con fiducia, ma ben lontano da quelle 50 mila attualmente prelevate. Così il Lazio è costretto a rivolgersi altrove per sopperire alla mancanza. Una strategia che va, purtroppo, inevitabilmente ad aumentare i costi che la sanità regionale si trova a dover sostenere. Infatti è proprio un tariffario redatto dal ministero della Salute, a determinare l'ammontare del rimborso che il richiedente deve corrispondere a chi gli fornisce il sangue. Un costo non per la materia prima, ma per coprire le spese dei medici, infermieri che effettuano il prelievo e per tutte le analisi che vengono effettuate sul sangue prima di essere reso idoneo per l'eventuale trasfusione. L'insufficienza di donatori sta evidenziando intanto un altro problema. Infatti succede sempre più spesso che i medici, consapevoli di non poter avere a disposizione il sangue, vincolino l'operazione di un paziente alle donazioni dei parenti. Una prassi che garantisce certamente dalle 12 alle 15mila sacche di sangue in più all'anno, ma che, purtroppo, ricade inevitabilmente sulle spalle di persone che, oltre alla preoccupazione di dover affrontare la malattia di un proprio caro, devono gestire la responsabilità di una donazione. «Lo si capisce subito quando uno viene a donare e lo fa per dovere - spiega qualche volontario della Croce Rossa italiana -. Qualcuno arriva addirittura a mentire nel certificato che deve compilare prima della trasfusione pensando che sia più importante salvare nell'immediato la vita del proprio padre o fratello, piuttosto che preoccuparsi di passargli qualche malattia. Peccato però che quello sforzo sarà vano perché i controlli sul sangue sono rigorosi e nel caso qualche valore non sia nella norma, la sacca verrà incenerita». Donare però non è solo un gesto di grande umanità e sensibilità nei confronti del prossimo. Per qualcuno è stato il modo per scoprire una malattia che, se non curata, sarebbe stata letale in pochi mesi. È la storia di Stella. Una ragazza di 34 anni che nell'ottobre del 2007, proprio durante una donazione, ha scoperto di avere la leucemia. Per Stella da quel giorno tutto è cambiato. Ed è lei stessa a raccontare la sua storia nel sito Arcobaleno della speranza: «Così ha inizio la mia battaglia per la vita. Ho combattuto questa dura battaglia contro "luce", è così che ho chiamato la mia leucemia, cercando di sdrammatizzare ogni situazione brutta o dolorosa essa sia stata, per non perdere la fiducia ed il coraggio e per far sorridere anche le mie compagne di sventura, abbattendo così tutti i momenti critici che, credetemi, sono stati veramente tanti». Eppure Stella non ha perso la speranza, non ha perso la fiducia. Non si è arresa e anche domenica scorsa ha voluto raggiungere i suoi salvatori davanti al Ducati Caffè per dare testimoninza di come quella donazione le abbia salvato la vita.

Alessandro Bertasi                                    03/02/2010

(Inviato del giornale: Il Tempo)

http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2010/02/03/1122579-donare_salva_vita_anche_sangue.shtml?refresh_ce 

1 commento

  1. Loredana ha scritto,
    Evvai…questo si che è un bellissimo articolo.
    Premia la buona volontà di tt coloro che hanno parteciapto alla giornata…..racconta alla gente la forza…le battaglie…e l’impegno della stella più brillante del sistema solare…..Stella Machetti…che brilla così forte da illuminare il percorsa di molti amici che ne hanno bisogno.
    Vorrei che quet’articolo lo leggesse il mondo…ma attentamente…xkè si capisse l’importanza delle donazioni…le necessità che vengano effettuate più donazioni….
    Molto bello anke il tratto d’articolo che sottolinea …..il dovere si donare…dal piacere di farlo….io penso che anke se non salviamo la vita diretta di un nostro famigliare…..salvare una vita.di chiunque sia….è sempre un gesto di cui essere orgoliosi!!
    Nella vita moderna….che stiamo vivendo…fatto di superficialità…di competizione…di gara al posto di leader non riesco di capire xkè siano poche le persone che si rendono conto…di quale potere ….abbiamo nelle vene….SALVARE UNA VITA…….e questo nn è abbastanza x essere un leader….un migliore…nn è forse un super potere.
    E’ bruttissimo da dire….ma basterebbe che qualcuno…in filgio di un certo nn sò chi…..la persona famosa…..il persoanggio del mondo dello sport…ke “lanciasse la moda” di donare…e sarebbe fatta…xkè la gente…emula …la gente fà molto spesso le cose solo x sentirti “figo”
    Ed io continuerò a ripetere a scuarciagola…..
    DONI……SEI UN FIGO….SEI UN LEADER..PERCHE’ ANCHE SE NN TI SPINGE L’AMORE X IL PROSSIMO A FARLO….NN IMPORTA…..BASTA CHE TU….GIOVANE RAGAZZO…BELLA SIGNORINA…..LO FACCIA…XKE’ X FARTI SENTIRE..FIGO…STAI SALVANDO UNA VITA.

    Inserito il 4 Febbraio 2010 alle 15:42

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