Alessandra Paoletti2015X caso ho parlato con un amico comune a voi e mi ha raccontato la sua esperienza passata di malattia e odierna come volontario, e mi ha chiesto di scrivere qualcosa su di me. Questa è la mia storia: a 19 anni nn pensi a nient altro che a divertirti, avevo appena finito il liceo e mi accingevo a scegliere quale sarebbe stato il mio futuro. Durante l autunno iniziavo ad avere qualche disturbo visivo ( nn mettevo bene a fuoco, a volte vedevo doppio ) ma a sprazzi. Arriva novembre e l occhio dx ( per fortuna dico io almeno ho potuto accorgermene ) si paralizza completamente. Pensavo fosse qualche cavolata del tipo paresi da freddo ( sul motorino con i capelli bagnati ) stress..cavolate insomma..faccio qualche controllo oculistico ma chiunque e anche con rapidità mi consigliava di approfondire con una tac e rm. Mmmmh la cosa nn mi sapeva più tanto di sciocchezza e infatti, dall oggi al domani : condrosarcoma al clivus, esteso fino alla prima vertebra occipitale, un bel “cancro” era arrivato a trovarmi. Operata d urgenza i primi di gennaio dal prof.Solero ( a cui devo la vita ) al Besta di Milano, ho rischiato tanto 6h di intervento con anestesia da cavallo e dopo difficoltà nello svegliarmi. perche? si era creata un emorraggia interna che premeva ovunque ( la testa è un groviglio ), riaperta d urgenza x un operazione di 4h con conseguente anestesia fatta nel momento in cui dovevo svegliarmi, quindi forte rischio, ma ripulita ed attaccato un drenaggio. Giorni di terapia intensiva e poi in corsia finalmente, anche se nn camminavo quasi più, toccando la prima vertebra avevano sballato tutto riducendomi come quei bimbi che iniziano a muovere i primi passi, ma nn importava ce l avevo fatta, avevo riaperto gli occhi e vedere l amore della mia famiglia attorno a me, era la forza x cui ho smp lottato. C è stata tanta riabilitazione x l occhio e fisioterapia per camminare di nuovo, cortisone nn so neppure quanto ne ho fatto ma pian piano andavo avanti. C era la radioterapia ad aspettarmi, l intervento aveva fatto il possibile, togliendo la massa, ma nn del tutto, quindi mesi in America a Boston per una radio innovativa. ringrazio i medici italiani che mi hanno consigliato di farla, il prof Liebshe che mi ha seguito a Boston e tutti i volontari che mi sono stati vicino e mi hanno aiutato in quei mesi in America. ed io adesso a distanza di quasi 18 anni sono ancora quì, nn so se tornerà a farsi vivo, se il mostro si risveglierà facendo qualche casino, io cmq ce l ho fatta e.mi godo questo: ho una famiglia che adoro, due figlie splendide ( dopo tutte quelle radiazioni nn ci avrei scommesso un centesimo ), e soprattutto sono innamorata della vita, che è il dono più immenso che abbiamo e nn dobbiamo sprecarla ad essere infelici x quello che nn possediamo ( tanto qualcosa sempre mancherà! ), ma essere grati x quello che abbiamo: x me aprire gli occhi al mattino e vedere che tutto va bene è la ricchezza più grande. Sono una miracolata lo so e ne sarò x sempre grata! Si può vincere!

Simona

Foto di: Alessandra Paoletti

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