NACQUE TUTTO UNA SERA, SI PARLAVA DI ALPINI….

Siamo nati così, quasi dal nulla, dal solo incontro di una grande condivisione: l’Alpinità.

Il social network Facebook, di solito usato solo per condividere cose assai frivole, ha solo fatto da tramite per accorciare le distanze che erano strade in procinto di incrociarsi nel grande cammino  della vita.

È bastata una scintilla una sera, al freddo fuori da una baita Alpini in alta montagna ed è nata STELUTIS ALPINIS.

Il nome deriva da una canta alpina molto emotiva, quasi una preghiera.

Scritta in friulano, racconta di un Alpino che muore sulle montagne durante la guerra e  dice che dal suo sangue nascerà una stella alpina, che contiene il suo spirito, per stare per sempre con la sua amata.

E’ un piccolo riassunto di qualcosa di grande, che non puoi spiegare, ma solo trasmettere.

Dei valori così alti racchiusi nell’umiltà e nell’azione solidale di una associazione d’Arma che conta tra i suoi iscritti persone che non si chiedono mai perché una cosa va fatta, ma la fanno ovunque ci sia bisogno di loro. Con questo messaggio sono partita a dare forza a questa paginetta virtuale, riempendola di fatti, ricordi, imprese, grandi racconti e persone che hanno fatto la storia straordinaria,sempre attuale di questo Corpo d’Armata e di questa associazione d’Arma Italiana.

In poco tempo si sono aggiunte altre persone,con lo stesso intento, a darmi una mano e da una pagina virtuale semplice siamo diventati qualcosa di forte, una realtà che in un anno di  attività ha ottenuto ben una quindicina di amministratori (Alpini e non) e circa un 2800 fans che ogni giorno ci seguono e commentano le nostre foto e post che pubblichiamo.

Contenti del nostro traguardo, voluto con l’unico e solo fine di far conoscere chi fossero gli Alpini e l’Alpinità, abbiamo deciso una sera mentre si parlava tra amministratori, di fare una cena per incontrarci tutti, in quanto arriviamo da più parti d’Italia.

Non volevano un’ incontro conviviale qualunque, ma alla maniera alpina!

In che consiste? Semplice: baita, cibo e vino buono, tanti fratelli, allegria e ricavato in solidarietà.

In un periodo breve,col motto nascosto ma sempre presente degli Alpini, siamo passati dal “detto al Fatto” .

Cerca la sede, la sera giusta,l’associazione per la beneficenza e la gente per parteciapare…. e via… in poco giorni ci siamo messi in moto come una vera squadra!! E c’eravamo si e no visti una volta sola di persona o neanche quello!! Questa è la magia degli Alpini, unisce anche dalla distanza!

In pochi mesi, grazie a molti volontari che si sono autoinvitati a partecipare alla costruzione di questa serata, siamo riusciti ad organizzare questo nostro primo evento.

“…..la serata fredda, piovosa non ci permetteva di vedere molto BENE dove andare, ma quasi a interpretare il periodo natalizio che si apprestava ad arrivare, ecco che come per i Magi che si incamminarono verso il Bambin Gesù, anche per noi viandanti alpini, Re dell’Alpinità, apparire in cielo la nostra cometa..” un Arcobaleno colorato sfavillante, ancor di più perchè rarissimo un arcobaleno nella notte. e DA Lì, LA NOSTRA SPERANZA DIVENNE PIù SICURA, PIù CERTA nell’arrivare alla meta ; ERA L’ARCOBALENO DELLA SPERANZA……….CHE VENiVA IN NOSTRO SOCCORSO, SAPENDO CHE NOI PER LORO, ACCANTO ALLA VITA SEMPRE”!!!” ci hanno confidato al loro arrivo alla baita gli Alpini della Valsesia, arrivati a far iniziare la cena.

Quel sabato 20 novembre 2010 per me e per tutti è stato il coronamento di un piccolo sogno, un leggero passo nato dal nulla appunto, ma che un po’ alla volta era diventato sempre più una parte attiva di noi tutti, un legante che ci teneva uniti e ancora adesso ci emoziona.

Non riusciamo infatti, da quella sera in cui ci siamo finalmente incontrati, a smettere di parlarci a confortarci, a vivere un giorno senza sapere che cosa sta facendo o come sta andando il nostro amico. E questo è quello che gli Alpini chiamano “fratellanza”, un patto umano che nasce dalla condivisione, dalla forza di aiutarsi nei casi dell’esistenza, molto forte durante il periodo di naja o di guerra, ma che non smette di pulsare ogni giorno anche dopo il congedo. Perché Alpino ci diventi una volta e ci rimani per sempre e la stessa cosa vale anche se non lo sei e decidi di seguirli.

La serata si è svolta in maniera semplice ma intensa, coronata dalla presenza di consiglieri, presidenti e capigruppo di sezioni cittadine.

Nonostante non fosse un evento ufficiale ana (associazione nazionale alpini) ma si rifacesse sulla sua scia, è stato davvero sensazionale sentire l’associazione con queste presenze così vicina e viva.

I volontari di Trescore Balneario (BG), la baita Alpina dove abbiamo deciso di fare la cena, sono stati sempre magnifici nel servizio e nel portare la giusta allegria.

Abbiamo mangiato, chiacchierato, suonato, bevuto e cantato.

Ed infine una lotteria carica di premi è andata ad arrotondare il ricavato finale per la beneficenza e a cementare la nostra amicizia.

Non serve molto con gli Alpini, ma ti porti via tanto quando sei con loro.

Sono uomini forti, decisi… con gli sguardi trasparenti e puliti, fissi sotto l’ombra della tesa del cappello con la penna nera ma che lasciano sempre trasparire col sorriso la loro vera identità d’Amore e altruismo gratuito.

Rigorosi ma non chiusi, rispettosi ma sempre pronti, sanno che esiste un tempo per ogni cosa.

Sanno che le parole non vanno mai tenute dentro, ma che i troppi discorsi non valgono troppo, sono i fatti che devono compiersi.

Per questo alla fine ho letto solo poche righe del discorso di Maria Stella rivolto a tutti, riassumendo cosa fa l’Associazione Arcobaleno della Speranza nella sua lotta quotidiana e ringraziando gli Alpini di essere “Accanto alla vita sempre!” come dice a chiare lettere anche un’altra grande associazione che si rifà come noi alla scia dell’Alpinità “Fondazione Don Carlo Gnocchi”.

La loro risposta è stata secca e con un ostentazione positiva “E’ Ovvio!” come a dire “Cara Ragazza, Dio ci ha messo sulla terra per questo non serve che ce lo dici”

Con l’intento di tutti di continuare su questa strada, ci siamo ripromessi di farne molte ancora di queste iniziative in futuro, sempre con lo stesso spirito Alpino che ci contraddistingue e che fa parte dell’associazione di cui siamo ogni giorno partecipi.

Perché Alpinità è sinonimo di Umanità e di tutti quei valori che la contengono con la purezza originaria, senza nessun secondo fine se non quello della unità, della pace e della fratellanza.

Finisco col ringraziare tutte le persone che sono intervenute per la preparazione di questo evento, chi ha partecipato proveniendo dal Piemonte, dal Friuli, dal Veneto,dalla Lombardia e chi ci segue con simpatia e affetto sulla pagina di Facebook.E chi in futuro vorra darci ancora una mano nelle nostre piccole grandi iniziative.

Permettetemi in particolare di citare, per il loro grande entusiasmo di ogni giorno:

SAVIO VERCELLI

ARMANDO ZERBINATI

ARMANDO VAGHI

BRUNO MARIETTA

ROBERTO TURRI ZANONI

PAOLO FALCHI

PAOLO MORALDO MORO

FRANCO PREZZA

LUCIANO PARINETTI

EMILIO ROTA

MASSIMILIANO FRANCESCON

RENZO MERLER

GRUPPO ALPINI TRESCORE BALNEARIO E LA SEZIONE  ANA DI BERGAMO (BG)

IL PRESIDENTE E LA SEZIONE ANA VALSESIA

TUTTI GLI AMMINISTRATORI E FANS DI STELUTIS ALPINIS

MARIA STELLA E L’ASSOCIAZIONE ARCOBALENO DELLA SPERANZA

“Infine mi permetto di ringraziare in modo particolare l’Alpino Giuseppe Rizzo che per noi è stato il ponte importante di collegamento tra l’ana e l’arcobaleno della speranza”.

Con tutto l’affetto che posso, siete la mia forza!

Daniela Peretti

7 commenti

  1. Che dire cari Alpini, sono felice e molto commossa per la riuscita della vostra prima cena di solidarietà, ma sono ancor più felice perchè avete pensato di dedicarla a noi dell’Arcobaleno della Speranza. Sono contenta che questo arcobaleno sia arrivato sin là e che abbia raggiunto i vostri cuori. Questo è un arcobaleno speciale, un arcobaleno che ha bisogno di essere sostenuto in tutto e per tutto, un arcobaleno i cui colori vengono mantenuti vivi grazie alle persone come voi!!!
    Ancora un grazie quindi, e un grazie particolare a Daniela Peretti e a tutti coloro che l’hanno sotenuta in questa serata a nome di tutto L’Arcobaleno della Speranza 🙂 e un saluto particolare al grande Alpino, combattente di tante battaglie Giuseppe Rizzo 😉
    Accanto alla vita sempre…Uniti si vince!!!
    Stella

  2. Al giorno d’oggi non è facile vedere gente che si fida di qualcuno senza conoscerlo. E’ già difficile fidarsi di chi si conosce, figuriamoci dare fiducia a chi non si è nemmeno mai visto, anche perchè distante centinaia di Km. Invece, voi Alpini, con questa cena, dedicata anche all’Arcobaleno della Speranza, avete dimostrato il contrario. Questa cosa, insieme a tante altre che fate, vi fà onore.
    Anche voi, come l’Arcobaleno, infondete SPERANZA … GRAZIE.

  3. che bella cosa che avete fatto!!!
    ho sempre pensato che far parte di un progetto e sapere che si sta facendo qualcosa di buono è qualcosa che ti fa crescere e ti fa pensare che non si sta sprecando la propria vita, voi non sciupate le vostre vite ma lavorate per costruire qualcosa di buono, sapendo che con allegria di una serata passata ridendo in compagnia di buona gente e soprattutto unendo le forze si può arrivare a qualcosa di buono.
    ha ragione mpaola dare fiducia ha qualcuno che non si conosce è molto difficile se non impossibile, voi con questo atto di stima nei confronti dell’arcobaleno avete dato una speranza in più alla nostra lotta!!!
    grazie alessia

  4. grazie a tutti e grazie Stella e Paola…
    Gli Alpini hanno questa magia che attinge alla loro storia..
    non chiederti troppi perchè, ma va.
    non usare troppe parole,ma fa.
    Io non sono un Alpino, ma ho da sempre amato, rispettato e condiviso il loro modo di affrontare il mondo e la vita… dando “fastidio”, “rompendo” con le solite contemporaneità legate a questo mondo che non ha più voglia di costruire.
    Gli Alpini poi, sono capaci di ostentare le loro grandi imprese con orgoglio perchè sono il messaggio e la volontà di farne ancora!
    Come una bandiera sempre nuova ma concreta.
    Quella sera mi ha avvicinato una volontaria che dava da mangiare ai tavoli dicendo che era una ematologa e che lavorava per una associazione parallela a quella dell’Arcobaleno. Mi ha ringraziato e io passo questo bel ricordo a voi, per non mollare mai (come dicono gli Alpini del Gemona MAI DAUR! Mai indietro!)

  5. Vedete , noi Alpini non parliamo molto, spesso si confonde il nostro silenzio con l’essere burberi ( e forse a volte è così) ma state tranquilli che , se avete bisogno di un aiuto, troverete sempre un Alpino pronto a combattere al vostro fianco ….
    Io questa esperienza l’ho vissuta sotto due aspetti , il primo , da Alpino e qua volevo pubblicamente ringraziare Daniela per quello che ha fatto , il secondo da “smidollato”, da ragazzo che un bel giorno si è ritrovato la “bastarda” addosso , da Alpino che , smessa la divisa, ha indossato il camice , messo a terra lo zaino ( momentaneamente ) ha iniziato a girare con il “girello”, da Alpino che stava cedendo finchè il suo cammino ha incontrato una Stella , si proprio la nostra Maria Stella e il suo Arcobaleno , che mi ha fatto ritrovare la voglia di credere che , dall’altro capo dell’Arcobaleno , c’è ancora la famosa pentola d’oro …mi ha fatto ritrovare la speranza !!!
    Credetemi , ormai l’Arcobaleno è entrato nel nostro modo di pensare , nel nostro modo di vivere e statene certi , il connubio Alpini-Arcobaleno non si esaudirà con la prima cena di Stelutis ……
    Un abbraccio a Tutti e , da Alpino dell’ 8° non posso che prendere in prestito il motto dei miei fratellini del Gemona : “MAI DUAR ” !!!!

  6. Giuseppe, questa è una vera e propria dichiarazione all’arcobaleno!!! sono contenta che questo arcobaleno ti abbia sorretto e che ti abbia fatto ritornare la speranza. Sai mi piace questo connubio, e spero che non si dissolverà, ma che diventerà ancora più solido.
    Un abbraccio Giù e MAI DAUR 😉

  7. Io c’ero quella sera, ma non conoscevo nessuno. Poi ho attaccato bottone e mulinato di mascella. Serata bellissima!

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