É da ieri, da dopo la sfilata delle farfalle, che ci penso, la foto sono andata a recuperarla da qualche archivio, perché l’avevo cancellata dal mio telefono.
La pubblico perché credo possa essere d’esempio, di incoraggiamento per chi passerà gli stessi momenti. Non è facile mostrarsi in questo modo, ma è giusto mettersi in gioco 😌 e poi mi ritengo super fortunata a poter sfoggiare “un prima e un dopo” di tutto rispetto 😎

La malattia ti deforma, solca sul tuo viso i segni della sofferenza, ti rende estraneo a te stesso.

Nel migliore dei casi, tutto è temporaneo. Ma ogni giorno passato in quello stato, mina la confidenza che hai in te stesso, ti rende fragile tra i fragili.

In quei momenti non serviva lo specchio a ricordarmi quanto il dolore mi avesse trasformata, lo vedevo riflesso negli occhi di chi mi ama: la preoccupazione profonda, il senso di impotenza.

Ricordo anche le parole d’amore di mio marito, che non ha mai smesso di ripetermi quanto fossi bella.
Ricordo l’incoraggiamento dei medici, gli sguardi d’amore dei miei fratelli ❣️

E qui vorrei rivolgermi a chi in questo momento sta soffrendo non solo i dolori della malattia, ma anche la paura del corpo che si trasforma.
Purtroppo non ho una formula magica, ognuno ha il suo destino e sarebbe troppo facile dire che “tutto passa”.

Voglio solo dire che, per quanto difficile sia il percorso, può esserci una via d’uscita ma anche, e soprattutto, che non è l’aspetto estetico a definirci.

Forse non sono mai stata “più Viviana” di quanto non fossi in quei giorni, perché nonostante la graft, i dolori, il gonfiore, la calvizie, ho mantenuto alta la speranza, inseguendo sempre il sorriso ❤️ Viviana

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