Un mese fa la mia vita è cambiata. Da allora sono ricoverato in ospedale e la nutrizione parenterale mi accompagna giorno e notte.
All’inizio non sapevo nemmeno cosa fosse. Poi i medici mi hanno spiegato che è una terapia che permette di nutrire il corpo direttamente attraverso una vena, quando l’intestino non può fare il suo lavoro o ha bisogno di essere lasciato a riposo. Nella sacca ci sono tutti i nutrienti di cui l’organismo ha bisogno: proteine, zuccheri, grassi, vitamine, sali minerali e liquidi.
È sempre lì, accanto al mio letto. È diventata parte delle mie giornate, delle mie notti e della mia routine in reparto.
E accanto a me c’è sempre la mia mamma. È lei che mi dà la forza nei giorni più difficili, che mi tiene la mano quando lo sconforto prende il sopravvento e che, con un sorriso o una carezza, riesce a farmi sentire meno solo. La sua presenza è la mia medicina più preziosa.
Non nego che ci siano stati momenti difficili. Vedere gli altri mangiare mentre io non posso farlo è una prova che mette a dura prova il cuore prima ancora del corpo. Ma quella sacca rappresenta anche la mia forza: mi sostiene, mi dà l’energia necessaria e mi aiuta a continuare il mio percorso di cura.
Domani sarà passato un mese. Non è un anniversario che avrei mai immaginato di celebrare, ma è un mese di resistenza, di speranza e di fiducia.
Perché a volte la vita cambia strada all’improvviso e bisogna imparare a percorrerla un passo alla volta, senza perdere di vista ciò che conta davvero: continuare a lottare. E sapere che, anche nei momenti più bui, l’amore di una mamma può illuminare il cammino. 💙


