Ogni mattina, anche oggi, Sergio si sveglia presto, indossa la sua maglia da ciclista, prende la sua fedele bici e parte per un altro allenamento. Ha 85 anni, ma chi lo guarda pedalare con atleti molto più giovani fatica a crederci. Lo chiamano tutti “Il Capitano”. Un soprannome che si è guadagnato con chilometri di strada, salite, sudore e soprattutto cuore.

Sergio non è solo un appassionato di ciclismo. Lui è il ciclismo. Nato su una bicicletta, come ama dire ridendo, non ha mai smesso di pedalare. Neanche quando la vita ha messo davanti a lui una salita davvero dura: la leucemia linfocitaria cronica. Da anni è in cura al Policlinico Tor Vergata, ma non si è mai arreso. Perché per lui lo sport non è solo un’attività: è respiro, libertà, energia, speranza.

Indossa con orgoglio la maglia della Pedalata Arcobaleno della Speranza, una manifestazione che promuove l’attività fisica durante e dopo le terapie. Per Sergio non è solo un simbolo, ma un messaggio forte: si può continuare a muoversi, a vivere, a lottare… anche con una diagnosi difficile. E lui è lì, in prima linea, esempio vivente di questa speranza su due ruote.

Ogni trofeo, ogni fotografia, ogni libro sulla mensola racconta un pezzo della sua storia. Una vita spinta dalla passione e tenuta in equilibrio sull’amore per la bici, per la famiglia, per la vita stessa.

“Noi figlie a duce la figlia Roberta- , insieme alla nostra mamma – sua coetanea, sua compagna di sempre – a volte ci preoccupiamo. Lo vorremmo più attento, più cauto. Ma lui, con quello sguardo fermo e quel sorriso che conosce la forza della volontà, ci dice che smettere di uscire sarebbe smettere di vivere. E allora lo lasciamo andare, con il cuore in gola ma pieni di orgoglio. Perché sappiamo che là fuori, su quelle strade che conosce come le sue tasche, c’è il suo mondo.

Sergio non è solo un padre. È un esempio. Un faro. Un uomo che insegna ogni giorno che si può continuare a lottare, a sorridere, a vivere davvero… anche con la malattia. Anche a 85 anni. Anche quando il corpo è più fragile, ma lo spirito è forte come non mai.

E ogni volta che lo vedono partire, lo salutano con un nodo alla gola e una preghiera nel cuore. Vai, Capitano. Pedala ancora. Pedala sempre.

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