Due anni fa ero in seconda media e ovviamente come ogni ragazzo/a della mia età andavo a scuola.
Un giorno (8 marzo 2013) mi è cominciata la febbre e ovviamente mi sono fatta venire a prendere a scuola dai miei genitori un po prima.
Il giorno dopo quando mi svegliai ero tutta gonfia alla gola, non riuscivo nè a mangiare nè a bere e la mia sfortuna è stata che era sabato e il medico non c’era.
Dopo due giorni andai dal medico ma pensava fosse una banale influenza quindi mi aveva prescritto degli antibiotici, ma non è successo nulla. Mia mamma insisteva per farmi fare le analisi del sangue e così fù.
Il giorno degli esami del sangue tutti i sintomi erano scomparsi e pensavo che il medico avesse ragione ma visto che ero lì feci li feci lo stesso.
Dopo neanche un ora che avevo fatto gli esami del sangue l’ospedale di Abano Terme aveva chiamato al telefono il medico dicendo che qualcosa non andava nei miei esami del sangue così mi mandò a ripeterli nell’ospedale di Padova.
Il 14 marzo 2013 andai con mia mamma nell’ospedale di Padova cercando il Day Hospital, come aveva detto il medico, e cercai informazioni in Oncoematologia, casualmente quello era il Day Hospital. Mi aspettavano e mi visitarono subito. Ero a digiuno e non sapevo proprio cosa stesse succedendo.
I medici presero mia mamma e la portarono in una stanza dove le dissero cosa avevo e cosa avrei dovuto fare e poi presero me e mi portarono in un ambulatorio dove mi fecero l’aspirato midollare.
Venni ricoverata per iniziare le chemio, ma continuavo a non capire cosa avevo, non mi avevano subito detto cosa avevo ma mi dissero che avrei dovuto perdere i capelli. Ero turbata e triste perchè ci tenevo ai miei lunghi capelli e solo il pensiero che gli avrei persi mi rendeva triste… era tutto così triste la dentro ma sapevo che qualunque cosa sarebbe successa i miei genitori, parenti e amici mi sarebbero stati vicini e adirittura i professori.
Un giorno il mio medico preferito mi disse ” Alessandra devo dirti una cosa…hai la leucemia” io risposi ” davvero? Pensavo di avere qualcosa di peggio” la sua reazione è stata del tipo ” peggio di così cosa vuoi avere?”  Non dimenticherò mai quella conversazione.
Ridevo perchè ero felice ma ero una bambina e non sapevo cosa significava avere un tumore, non mi sarei mai immaginata che sarei stata così male.Sono stata tanto male ma da una parte mi sono anche divertita. Ho conosciuto ragazzi e bambini che mi hanno fatto capire il senso della vita. Nei loro occhi vedevo la loro voglia di vivere e il dolore che provavano ma nessuno lo faceva vedere.
Penso ci sia più amore in quel ospedale che quanto ce ne sia fuori.
È stata una bella esperienza e indimenticabile.
Alessandra
Foto di: Alessandra Bonetto

2 commenti

  1. Tenerissima Alessandra! Neanche la malattia riesce a scalfire la voglia di vita degli adolescenti, la voglia di ridere e di divertirsi ha in loro sempre il sopravvento, è vero che anche in ospedale riescono a divertirsi, perchè ogni momento libero dal dolore e dalla paura è un momento da godere appieno.
    Ti mando un abbraccio forte forte e complimenti per la maturità e consapevolezza che traspare dalle tue parole.
    Che la vita ti riservi d’ora in poi solo gioia e salute!
    Laura DP

  2. Il tuo pensiero,la tua storia mi ha fatto commuovere…. Be è vero capisci il senso della vita…in bocca a lupo bellissima

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