I comici Filippo Giardina, Gianluca Irti, Marco Passiglia, Pietro Sparacino, Shara Gandalini e il regista Gianluca Bondi, mercoledi 23 Dicembre 2009, hanno portato nel Reparto di Ematologia del Policlinico Tor Vergata una ventata di sorrisi  con scenette comiche e racconti divertenti. Non tutti i pazienti sono potuti uscire dalle loro stanze e così si è fatto in modo di regalare anche a loro un momento di allegria, cantando nel corridoio.

Con la chitarra alla mano poi, si sono catapultati  al  Day Hospital, dove i pazienti che stavano facendo le terapie si sono visti piombare all’improvviso un gruppo di scatenati che hanno strappato loro un sorriso e anche qualche lacrima (di gioia) intonando stornelli e canzoni a richiesta. Sono andati poi nel corridoio del Reparto Trapianti, dove si può comunicare con i pazienti solo attraverso il vetro e con il citofono, facendo anche lì un pò di sana “caciara” .

Ciò che hanno potuto scatenare questi ragazzi è stato fantastico, un caos di risate, commozione, allegria, divertimento.. coinvolgendo tutti: pazienti operatori e parenti presenti  cercando, anche se solo per un momento, di allontanare i cattivi pensieri.

NATALE è PER TUTTI e l’arcobaleno della speranza insieme a questi fantastici ragazzi, ha voluto augurare così un sereno Natale a chi in questo momento sta soffrendo.

Un grazie di vero cuore a Filippo, Gianluca, Marco, Pietro, Shara e Gianluca per la loro disponibilità e simpatia. GRAZIE RAGAZZI.

Video bellissimo:

7 commenti

  1. sappiamo tutti noi smidolls cosa sia “l’isolamento” del reparto di ematologia, il silenzio surreale che circonda quell’ambiente volutamente tenuto asettico, bè questa volta un virus ha superato le barriere ed ha infettato tutti, non solo i pazienti immunodepressi, ma anche il personale medico nonchè infermieristico.il nome scientifico di questo virus è CACIARONIS dal greco CACIARA. non c’è stato il tempo di trvare il vaccino perchè il virus è mutato velocemente prima in SORRISOS,poi subito dopo in RISATAS, si insinua nell’animo e si riproduce velocemente, è contaggiosissimo, si è subito divulgato al reparto trapianti e persino al DH. all’improvviso è sparito lasciandosi dietro una scia di buon umore.
    vorrei tanto poter riprodurre il virus in laboratorio, perchè sembra avere un forte potere terapeutico contro la astenia, contro la solitudine, contro persino la tristezza, e diffonderlo ovunque ci sia sofferenza.

  2. Bella e stupenda la tua iniziativa, ti fa onore aver portato un pò di sana allegria al reparto, certo un grazie ai medici che ti danno questa possibilità, da noi nn è ammesso ,voglio che il nostro responsabile cambia, mandaci il tuo primario…,sei grande amica smidollata.

  3. bella veramente e sopratutto grazie anche al primario e dottori che concedono queste iniziative!importante e’ per l’ammalato un po’ di sole che filtri in un reparto cosi’ dificile!
    ho visto che i trapiantati sono in camere con le vetrate,al san raffaele e’ tutto chiuso……..una porta — una finestra che guarda l’entrata!
    guai se nel reparto entra piu’ di una persona per paziente ,fecendo tutto quello che bisogna fare per non compromettere le persone in aplasia……l’altra settimana abbiamo portato libri e giochi per i bimbi…ma tutto e’ stato dato alle dottoresse in day hospital….
    penso che ogni ospedale abbia le sue regole ma i pazienti di tor vergata saranno stati contentissimi!brava!

  4. ogni ematologia ha la sua sistemazione, da noi nn lasciano passare nessuno , poi da quando c’è la suina nn ne parliamo ,pensate che anche a noi volontari era detto di nn andare nonostante mettessimo le mascherine ,mi hanno dato il permesso di fare l’albero di natale quasi al limite ed abbiamo fatto la messa in corridoio lontano dai pazienti ,certo che questa di tor vergata è da invidiare fossero tutte così ben fatte,un plauso al personale ad iniziare dal primario che da la possibilità alla nostra smidollata di portare allegria in reparto ,certo ce ne fossero in tutta italia donne come lei,quello che fai cara amica ti fa onore,mi auguro che potrai fare molto di + loro.,sei grande.

  5. e pensare che, nel 2006, al mio primo ricovero, le regole di quel reparto erano rigidissime, però ricordo, se pur senza poter partecipare, la notte di capodanno ci fu una festicciola nell’open space, con un brindisi. tutt’ora le regole del reparto sono rigide, entra un visitatore solo all’ora prestabilita, con l’obbligo di indossare mascherina e protezione scarpe, e se il paziente a problemi particolari, il visitatore deve indossare copri capelli e copri abiti, indumenti obbligatori al reparto trapianti. certo diciamo che , avere delle pareti a vetro, può essere in alcune situazioni tipo questa, ritenuta una fortuna, considerando anche la possibilità di parlare con chi si vuole attraverso il citofono. non vorrei che NASCANO MANIFESTI EQUIVOCI, nel senso che al ptv di roma ci sia poca tutela dei pazienti ematologici, con delle regole meno rigide o più permissive, cosa da escludere, PERCHè INESATTA O SE PREFERITE NON VERA,un’eccezione non fa la regola, possiamo dire che oltre a preoccuparsi delle precauzioni per la difesa dei pazienti dal punto di vista delle regole che non transigono FACILI PERMESSIVISMI, ci si preoccupa anche delle precauzioni per la difesa dell’umore dei pazienti, tanto importante, per affrontare il percorso terapeutico.

  6. Ezio ha anticipato quello che volevo dire io, cioè che le regole sono molto rigide anche a Tor Vergata, e questo ve lo posso garantire, ma credo che ogni tanto un eccezione vada fatta, sempre il tutto tenuto sottocontrollo. Il personale medico, il giorno in cui c’erano i comici non ha fatto uscire dalle stanze chi era a rischio, e per quanto riguarda i trapianti il tutto è stato fatto nel corridoio, dove non c’è nessun contatto i pazienti.
    Mi piace il primo commento di Ezio, del virus chiamato CACIARONIS, e dei sorrisi, e credo che anche questa sia una bella terapia.
    Anche io ringrazio i Prof.ri ed il personale che mi hanno dato queste possibilità e spero che ce ne siano altre, perchè come ha detto una Prof.ssa rimasta contenta del trambusto quel pomeriggio: “Tutto quello che fa bene ai pazienti e serve loro a farli sentire meglio, si deve cercare di farlo”.

  7. …stupenda emozionante esperienza.sei stata capace di portare il sorriso e regalare gioia e felicita’ ottimi alleati per affrontare con i meravigliosi colori dell’arcobaleno….la dura lotta alla malattia.

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