La musica può diventare una carezza nei giorni più difficili.
Non cura il cancro.
Ma può aiutare a curare ciò che la malattia spesso prova a spegnere: la forza, il respiro, i ricordi, la speranza.
C’era una donna che ogni mattina, prima della chemio, indossava sempre le cuffie.
Non parlava molto.
Entrava in reparto in silenzio, con gli occhi bassi e la paura stretta nello stomaco.
Gli infermieri avevano imparato a riconoscere quella playlist.
Sempre le stesse canzoni.
Sempre lo stesso rituale.
Un giorno qualcuno le chiese:
“Perché ascolti sempre quella musica?”
Lei sorrise appena e rispose:
“Perché quando parte quella canzone… io smetto di essere solo una paziente.”
La musica le ricordava chi era fuori dall’ospedale.
Le cene con gli amici.
Le estati al mare.
Le mattine in macchina con sua figlia che cantava stonata.
Le ricordava che dentro quel corpo stanco c’era ancora una vita intera.
Durante le infusioni, chiudeva gli occhi e lasciava che le note coprissero il rumore delle macchine.
Per qualche minuto, il reparto diventava meno freddo.
La paura meno pesante.
E forse è questo il potere della musica.
Non cancellare il dolore.
Ma aiutare qualcuno ad attraversarlo senza sentirsi completamente solo.
🎵🌈


