13 novembre 2025: una diagnosi di leucemia acuta interrompe improvvisamente la vita che conoscevo. Sgomento, incredulità, angoscia.
È iniziato così un lungo periodo di ospedalizzazione presso l’U.O. di Ematologia e Trapianto Midollo Osseo del San Raffaele, un luogo dove il tempo cambia ritmo, si fanno bilanci della propria esistenza, si rivivono i momenti di luce e ci si interroga sulle proprie ombre.
Con una speranza: grazie alla ricerca oggi la mia malattia non è più una condanna a morte, è una sfida che si può affrontare.
In mezzo a tutto questo, una certezza non mi ha mai abbandonato: il valore straordinario di tutti coloro che lavorano in quel reparto.
Un valore fatto di umanità, professionalità, tatto, empatia, zelo, dolcezza. Medici illuminati e appassionati, infermieri con turni di 12 ore sempre pronti a regalare un sorriso, operatori la cui disponibilità va ben oltre il dovere. Donne e uomini che ogni giorno curano il corpo e l’anima dei pazienti, offrendo non solo vita, ma speranza.
No, non è semplicemente “il loro lavoro”: è molto di più, è la nobiltà e generosità di mettere a disposizione degli altri i talenti ricevuti in dono.
Fuori dall’ospedale, nel mondo delle aziende e delle professioni, spesso incontriamo logiche e valori diversi. Ma è in questa esperienza che ho visto la forma più autentica dell’umanità.
Oggi torno a casa, dopo 34 giorni di degenza. La strada della guarigione è ancora lunga, ma l’affronto con fiducia, guidata da chi mi ha curato fin qui.
Ho voluto scrivere queste righe perché credo che questa esperienza chieda di essere raccontata e trasformata in impegno.
La sanità è un pilastro della nostra società: sostenerla non è un’opzione, ma una responsabilità collettiva. Nelle nostre aziende questa responsabilità può tradursi in un gesto concreto:
▪️ dedichiamo fondi alla ricerca
▪️ supportiamo sanità e prevenzione
▪️ sosteniamo chi ogni giorno protegge i più fragili
Per contribuire a un mondo migliore.
Viva la vita.
Caterina Procopio


