Consegnata al Policlinico di Tor Vergata il 07/05/25 dopo 21 anni dal trapianto di midollo osseo. Non si dimentica mai e non è mai troppo tardi per ringraziare chi ti ha ridato una seconda vita.Â
Giacomo Salvatore Sarra Michelangelo, questa è la sua storia
” La mia malattia è durata un bel po’ di tempo.
Era il 1994, avevo 18 anni quando mi fu diagnosticato un linfoma cutaneo a cellule T, i medici optarono per il tenerlo a bada con interferone e cortisone, la cura andò avanti per 9 anni.
Nel 2003, dopo 3 mesi di febbre altissima giorno e notte e l’asportazione di un linfonodo ascellare, la diagnosi però si è capovolta: linfoma non Hodciking ad alto grado di malignità dopo 6 cicli di chemioterapia i medici consigliarono ai miei cari di fare le prove di compatibilità per il trapianto di midollo osseo, perché anche se la chemioterapia avesse debellato il male, se ci fosse stata poi una recidiva, in quel caso non avrei avuto scampo. Fortunatamente dopo circa 20 giorni dall’aver effettuato le prove di compatibilità la buona notizia è arrivata!
Mio fratello era compatibile al 100% con HLA identico.
È stata una gioia immensa per me e altrettanto per lui che sapeva di ridarmi la vita che altrimenti avrei già perso da diversi anni.
Il trapianto è stato fatto a maggio del 2004, avevo 28 anni, ero ricoverato al policlinico di Tor Vergata e sono stato il primo a fare un trapianto da donatore in quella struttura.
Mio fratello mi ha donato le cellule staminali da sangue periferico, in aferesi.
A parte il rapporto che si ha tra fratelli che tutti possiamo immaginare il nostro ora è diventato una cosa eccezionale!
Praticamente due corpi e un’anima sola”


