24-05-2013

Associazione e Stella


STATUTO

ASSOCIAZIONE L’ARCOBALENO DELLA SPERANZA ONLUS

Articolo 1

Costituzione, denominazione, sede e durata

E’ costituita l’Associazione denominata “Associazione L’Arcobaleno della Speranza Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale”, in seguito chiamata per brevità “L’Arcobaleno della Speranza ONLUS”, per la tutela e 1’assistenza sociale e morale di tutti gli individui interessati a miglio­rare la loro qualità della vita.

L’Associazione ha sede legale in Roma, Viale di Valle Aurelia n. 92/C int. 10

L’Associazione è apartitica, apolitica e aconfessionale e senza scopo i lucro. La sua durata è illimitata, salvo che l’assemblea generale dei soci ne deliberi lo scioglimento con una maggioranza dei tre quarti degli aventi diritto al voto.

L’Associazione è disciplinata dagli art. 36 e segg. del codice civile nonchè dal presente statuto.

Ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 10 e segg. dei D.Lgs. 4 dicembre1997 n.460, l’Associazione assume nella propria denominazione la qualificazione di Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale che ne costituisce peculiare segno distintivo ed a tale scopo viene inserita in ogni comunicazione e manifestazione esterna della medesima.

Articolo 2

Finalità ed attività dell’Associazione

L’Associazione ha lo scopo di promuovere la solidarietà sociale e la beneficenza nel campo delle leucemie e delle altre emopatie, di seguito verranno indicate semplicemente come “leucemie”, e di favorire il miglioramento dei servizi e dell’assistenza socio-sanitaria in favore dei leucemici ed altri emopatici e delle loro famiglie, con la conseguente progressiva collaborazione con le Associazioni od Istituti operanti in Italia o in altri Paesi e il reciproco adeguamento ottimale delle attività del settore.

L’Associazione persegue il suo scopo:

a)      provvedendo ad erogare fondi destinati alla ricerca scientifica nel campo delle leucemie e delle altre emopatie, nonché all’assistenza in favore dei leucemici ed altri emopatici e delle loro famiglie;

b)      collaborando a livello nazionale con le Autorità, con i centri universitari e ospedalieri e con le altre Istituzioni competenti nella gestione, nell’organizzazione e nel miglioramento sia dei servizi, delle strutture e delle attrezzature, sia dell’assistenza sanitaria che di quella sociale in favore dei leucemici ed altri emopatici e delle loro famiglie;

c)      contribuendo agli impegni necessari per l’esecuzione di ricerche tendenti a risolvere i problemi della eziologia, epidemiologia, patogenesi, prevenzione e terapia delle leucemie;

d)      facilitando gli scambi di informazione a livello nazionale e internazionale mediante soggiorni di ricercatori nei vari centri italiani e stranieri, patrocinando e organizzando corsi di formazione, aggiornamento, convegni e congressi, mostre, spettacoli, manifestazioni di qualsiasi genere, sollecitando l’intervento e la collaborazione delle Autorità, di Enti, Istituzioni, Società e privati cittadini mediante divulgazione delle conoscenze relative alle leucemie, alla loro importanza sociale ed al ruolo che esse rivestono come fronte d’avanguardia nella lotta contro i tumori maligni;

e)      curando la produzione e la diffusione di libri, articoli, riviste, newsletter, materiale audio­visivo, cd rom, dvd, ecc;

f)       incentivando e realizzando l’attività del volontariato senza fini di lucro;

g)      collaborando con gli organi legislativi e di governo, statali, regionali, e degli altri enti locali per la corretta applicazione delle norme vigenti, per la formulazione di piani e programmi di studio, di nuove leggi e provvedimenti, esplicando, ove occorra, opera di persuasione e stimolo;

h)   attuando ogni altro mezzo e attività finalizzata agli scopi sociali.

L’Associazione non potrà compiere attività diverse da quelle istituzionali suddette, ad eccezione delle attività direttamente connesse e nel rispetto delle condizioni e dei limiti di cui all’articolo 10 comma 5, del D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460.

Nei limiti dei propri scopi non di lucro, e tenendo conto di quanto previsto dalla normativa vigente, l’Associazione può compiere ogni atto ed ogni operazione finanziaria, mobiliare ed immobiliare, in proprio o mediante convenzioni, ovvero acquisizione, senza fini di speculazione finanziaria, di partecipazioni di Enti o Società che, a giudizio del Consiglio direttivo, sia utile al conseguimento degli scopi associativi. A tali fini potrà, attraverso gli organi rappresentativi, rilasciare fideiussioni ed altre garanzie di carattere patrimoniale, acquisire a qualsiasi titolo, nonché cedere, permutare, dare e prendere in locazione, in uso e in comodato, beni mobili ed immobili, comprese strutture, aziende, impianti, attrezzature scientifiche e tecniche di ogni genere, mezzi di trasporto. L’Associazione potrà reperire i mezzi necessari occorrenti per i fini istituzionali anche attraverso pubbliche sottoscrizioni.

Le modalità di funzionaménto, la disciplina del personale, l’erogazione dei servizi, la gestione e l’accesso alle strutture, l’emblema e il simbolo dell’Associazione saranno disciplinati da un regolamento che sarà approvato dall’Assemblea dei soci.

Articolo 3

Soci

Sono soci dell’Associazione le persone fisiche e giuridiche che, condividen­done gli scopi e le finalità, chiedono di farne parte, a mezzo di idonea richiesta scritta indirizzata al Consiglio direttivo, a fronte del versamento della quota sociale.

Le persone giuridiche sono rappresentate presso l’Associazione dal proprio legale rappresentante ovvero da persona da esso delegata.

I soci hanno il dovere di osservare il presente statuto e il correlato regolamento, le deliberazioni assunte dall’Assemblea e le direttive im­partite dal Consiglio direttivo.

I soci maggiorenni hanno diritto di voto nell’Assemblea, sia ordi­naria che straordinaria, e possono essere eletti alle cariche sociali.

Ogni socio, in sede di assemblea, può farsi delegare da altro socio; ogni so­cio può essere portatore di non più di una delega.

Il Consiglio direttivo può nominare soci onorari o benemeriti le persone o istituzioni che abbiano acquisito particolare prestigio, o che abbiano dato un significativo contributo all’Associazione.

Sono sostenitori le persone fisiche e giuridiche che versino annualmente un contributo liberale la cui entità minima viene stabilita di anno in anno dal Consiglio direttivo, ovvero versino, anche una tantum, un contributo di rilevante valore. Sono altresì sostenitori le persone fisiche che collaborino con continuità, volontariamente e gratuitamente nelle attività dell’Associazione, indipendentemente dalla corresponsione di un contributo finanziario.

La qualità di socio non è trasmissibile e nessun diritto possono vantare i soci ed i loro eredi sul patrimonio dell’Associazione, in qualsiasi tempo e per qualsivoglia motivo.

Sono escluse partecipazioni temporanee alla vita dell’Associazione.

Articolo 4

Criteri di ammissione e di esclusione dei soci ordinari

L’ammissione dei soci ordinari decorre dalla data della deliberazione del Consiglio direttivo che esamina le domande degli aspiranti soci; 1’esame dell’istanza e la conseguente deliberazione deve avvenire nel corso della prima seduta successiva alla data di presentazione.

Alla deliberazione assunta in senso positivo fa seguito l’iscrizione ne regi­stro dei soci.

I soci cessano di appartenere all’Associazione:

- per dimissioni volontarie;

- per decesso;

- per esclusione.

Contro il diniego all’iscrizione tra i soci è ammesso ricorso all’assemblea dei soci che decide sull’argomento nella prima riunione convocata.

Lesclusione di un associato non può essere deliberata dall’Assemblea che per gravi motivi. Lassociato può ricorrere all’Autorità Giudiziaria entro sei mesi dal giorno in cui gli è stata notificata la deliberazione.

Articolo 5

Diritti e doveri dei soci

I soci ordinari sono tenuti al versamento di una quota associativa annuale e possono essere chiamati a contribuire alle spese annuali dell’Associazione con un contributo in denaro.

La quota associativa ed il contributo a carico dei soci non hanno carattere patrimoniale.

La quota associativa è annuale, non è trasferibile, non è rimborsabile in caso di recesso, di decesso o di perdita della qualità di aderente e non è soggetta a rivalutazione.

I soci, entro il 30 giugno di ogni anno, debbono versare la quota annualmente stabilita dal Consiglio direttivo. Ogni socio ha il diritto di:

- partecipare alle assemblee (se in regola con il pagamento del contributo) e di votare direttamente o per delega;

- di conoscere i programmi con i quali l’Associazione intende attuare e gli scopi sociali;

- di partecipare alle attività promosse dall’Associazione;

- di dare le dimissioni in qualsiasi momento.

Ogni socio è obbligato:

- ad osservare le norme del presente statuto, del regolamento, nonchè le deli­berazioni adottate dagli organi di amministrazione;

- a versare il contributo stabilito dall’ Assemblea;

- a svolgere le attività preventivamente concordate;

- a mantenere un comportamento conforme alle finalità dell’Associazione.

Tutti i soci maggiorenni ed in regola con il pagamento delle quote associati­ve hanno diritto all’elettorato attivo e passivo per il rinnovo delle cariche so­ciali.

In sede di assemblea ogni socio ha diritto ad un voto e può essere portatore di una sola delega.

Articolo 6

Patrimonio, e mezzi finanziari

Il patrimonio dell’Associazione è costituito dai beni mobili ed immobili conferiti all’atto della costituzione ed in esso risultanti.

Il patrimonio potrà essere incrementato con:

-   acquisti, lasciti e donazioni di beni mobili ed immobili, pervenuti all’associazione a titolo di incremento del patrimonio;

-   lasciti e donazioni con destinazione vincolata;

-   sopravvenienze attive non utilizzate per il conseguimento degli scopi istituzionali.

È comunque fatto salvo l’obbligo di provvedere alla conservazione ed mantenimento del patrimonio.

L’Associazione persegue i propri scopi mediante l’utilizzo di:

a) quote associative;

b) rendite patrimoniali;

c) contributi di persone fisiche e di persone giuridiche sia pubbliche che private;

d) proventi, lasciti e donazioni non destinati ad incrementare il patrimonio;

e) attività marginali di carattere commerciale e produttivo, spettacoli, manifestazioni, mostre e mercati;

f) rette ed entrate derivanti dall’erogazione di servizi e prestazioni;

g) finanziamenti ed ogni altro tipo di entrata.

Gli utili o gli avanzi di gestione devono essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Articolo 7

Bilancio

L’anno finanziario inizia il giorno 1 gennaio e termina il 31 dicembre di o­gni anno.

Il Consiglio direttivo predispone il rendiconto economico che deve essere approvato dall’Assemblea dei soci entro il 30 aprile di ogni anno.

Il rendiconto predisposto dal Consiglio direttivo deve essere depositato pres­so la sede dell’Associazione entro 15 (quindici) giorni precedenti la seduta dell’Assemblea per poter essere consultato da ogni associato.

E’ vietata la distribuzione in qualsiasi forma anche indiretta, di utili ed avan­zi di gestione nonché di fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organiz­zazione, salvo che nei casi imposti o consentiti dalla legge e comunque nel rispetto dell’art.10 – comma 6 – del D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460.

Art.8

Organi

Sono organi dell’Associazione:

a)         il Presidente e il Vice Presidente;

b)         il Consiglio direttivo;

c)         l’Assemblea dei Soci;

d)         il Segretario;

e)         il Tesoriere.

Gli incarichi degli organi sopra descritti sono gratuiti.

Possono inoltre essere costituiti, secondo le modalità previste nel regola­mento dell’Associazione, i seguenti organi di controllo e di garanzia:

-           il Collegio dei revisori;

-           il Collegio dei garanti.

Art. 9

Assemblea dei soci

L’Assemblea dei soci è costituita da tutti i soci in regola con i pagamenti delle quote sociali come determinate dal Consiglio Direttivo.

L’Assemblea dei soci è l’organo deliberante principale dell’Associazione ed è costituita da tutti i soci in regola con il pagamento delle quote associative.

L’Assemblea dei soci costituisce luogo di confronto atto ad assicurare la corretta gestione dell’Associazione, attraverso la partecipazione di tutti i so­ci, ognuno dei quali ha diritto ad un voto, qualunque sia il valore della quota.

L’Assemblea è convocata dal Presidente dell’Associazione, con raccomandata anche a mano, fax o e-mail, all’indirizzo risultante dal libro degli associa­ti,  in via ordinaria almeno una volta all’anno ed in via straordinaria quando sia necessaria o sia richiesta dal Consiglio direttivo o da almeno un decimo degli associati.

In prima convocazione l’Assemblea ordinaria è valida se è presente almeno la metà dei soci, in seconda convocazione l’Assemblea è valida qualunque il numero dei presenti.

L’Assemblea in prima e in seconda convocazione delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Delle decisioni assembleari deve essere data pubblicità ai soci mediante affissione all’albo della sede del relativo verbale, secondo i tempi stabiliti nel regolamento.

L’Assemblea ordinaria ha i seguenti compiti:

- eleggere il Comitato direttivo;

-  approvare il regolamento di amministrazione;

- approvare il rendiconto economico;

- approvare l’importo annuale delle quote associative;

- determinare annualmente le linee di sviluppo delle attività dell’Associazione;

- approvare la relazione annuale sulle attività;

- approvare i verbali delle proprie sedute;

- eleggere il Collegio dei Revisori, se previsto;

- eleggere il Collegio dei probiviri, se previsto;

- deliberare l’acquisto di beni immobili, l’accettazione di donazioni ed eredità, il conseguimento di legati;

Il Presidente ha inoltre la facoltà, tutte le volte che lo riterrà opportuno, di chiamare un notaio per redigere il verbale dell’Assemblea. La redazione del verbale da parte del notaio sarà obbligatoria qualora all’ordine del giorno vi siano modifiche statutarie o lo scioglimento dell’Associazione.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione ed i verbali delle riunioni di assemblea sono redatti in forma sintetica dal Segretario in carica, o, in sua assenza, e solo per quella seduta, da persona scelta tra i presenti dal Presidente dell’Assemblea.

L’Assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dello Statuto e sull’eventuale scioglimento dell’Associazione.

Art. 10

Consiglio Direttivo

Il Consiglio direttivo è l’organo esecutivo dell’Associazione.

Il Consiglio direttivo è composto da tre a nove membri eletti dall’assemblea fra i propri componenti; l’Assemblea dell’Associazione stabilisce il numero dei componenti del Consiglio direttivo.

I Componenti del Consiglio direttivo durano in carica cinque anni a decorrere dalla data di insediamento dell’organo e non sono previsti vincoli di sorta alla rieleggibilità.

Il Consiglio direttivo si insedia su convocazione del Presidente uscente.

Al Consiglio direttivo sono attribuiti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, necessari ai perseguimento delle finalità istituzionali dell’associazione, ed all’attuazione delle deliberazioni dell’Assemblea dei soci.

Compete al Consiglio direttivo:

- predisporre gli atti da sottoporre all’Assemblea;

-      eleggere il presidente dell’Associazione;

-      formalizzare le proposte per la gestione dell’Associazione;

-elaborare il bilancio preventivo che deve contenere, suddivise in voci, le previsioni delle spese e delle entrate relative all’esercizio a successivo;

-      elaborare il rendiconto economico;

-      predisporre la determinazione della quota annuale da versare da parte soci.

Il     Consiglio direttivo può essere revocato dall’Assemblea dei soci con il voto favorevole di almeno due terzi dei soci in regola con il versamento delle quote sociali e con le modalità stabilite nel regolamento di amministrazione.

I membri del consiglio direttivo svolgono la loro attività gratuitamente.

Art. 11

Durata e rinnovo del Consiglio Direttivo

I componenti del consiglio Direttivo restano in carica fino alla data di naturale scadenza dell’organo di amministrazione secondo quanto previsto dall’articolo precedente; entro tale data deve essere predisposta ed effettuata la ricostruzione del Consiglio Direttivo mediante convocazione dell’Assemblea dei Soci e conseguente elezione dei componenti il nuovo organo di amministrazione.

Le modalità di elezione dei nuovi amministratori sono stabilite nel regolamento.

Art.12

Decadenza e cessazione dei consiglieri

In caso di dimissioni o di cessazione dalla carica di uno dei componenti il Consiglio Direttivo, si provvede alla relativa sostituzione facendo ricorso al primo dei candidati alla carica di Consigliere risultato non eletto; ove non fosse possibile far ricorso ai candidati non eletti si provvederà alla sostituzione con una nuova elezione da parte dell’Assemblea dei soci.

I consiglieri nominati in surroga restano comunque in carica sino alla scadenza naturale del Consiglio Direttivo.

Le dimissioni o la decadenza della maggioranza dei componenti l’organo di amministrazione comportano in ogni caso la decadenza dell’intero collegio.

Art. 13

Adunanze del Consiglio Direttivo

Il Consiglio direttivo si raduna almeno una volta l’anno per l’approvazione del rendiconto economico; si raduna, inoltre, ogni qualvolta lo richieda il bisogno o l’urgenza, sia per iniziativa del Presidente sia per richiesta scritta e motivata di almeno un terzo 1/3 (un terzo) dei Consiglieri; la richiesta dei Consiglieri deve essere indirizzata al presidente dell’Associazione che provvede alla convocazione del Consiglio direttivo entro i termini e con le modalità stabilite nel regolamento.

Le adunanze sono indette con invito scritto, firmato dal Presidente e contenente l’ordine del giorno con gli argomenti da trattare, da recapitarsi al domicilio degli interessati almeno tre giorni prima delle sedute dei suoi componenti.

In caso di urgenza, con la presenza di tutti i suoi componenti e per accettazione unanime, il Consiglio direttivo può decidere la trattazione di argomenti non iscritti all’ordine del girono.

Di ogni riunione deve essere redatto verbale da affiggere all’albo dell’Associazione.

Art. 14

Deliberazioni del Consiglio Direttivo

Il Consiglio direttivo delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei propri componenti; le votazione si svolgono a voto palese per appello nominale.

In caso di votazione che consegua parità di voti avrà prevalenza il voto del Presidente:

il segretario dell’Associazione provvede alla stesura del verbale dell’adunanza; in caso di assenza od impedimento del segretario tali operazioni saranno affidate ad uno dei Consiglieri intervenuti.

Il verbale dell’adunanza è firmato da tutti coloro che vi sono intervenuti; quando qualcuno degli intervenuti si allontani o ricusi di firmare ovvero non  possa firmare ne viene fatta menzione nel verbale stesso.

Il Consiglio direttivo può delegare parte delle proprie competenze ad uno o più dei propri componenti per la gestione di affari correnti afferenti all’amministrazione dell’Associazione.

Art.15

Presidente e Vice Presidente

Il Presidente viene eletto dal Consiglio direttivo, nella seduta di insediamento e a scrutinio segreto a maggioranza di voti dei presenti, tra i membri del Consiglio direttivo medesimo.

Nella stessa seduta di insediamento e con le stesse modalità viene eletto il Vice Presidente dell’Ente.

La seduta di insediamento è presieduta dal Consigliere più anziano di età.

Il Presidente dura in carica cinque anni e non si pongono limiti vincoli alla rieleggibilità.

Il Presidente convoca e presiede il Consiglio direttivo e l’Assemblea dei soci, sottoscrive gli atti di amministrazione e la corrispondenza dell’Associazione; può aprire, gestire e chiudere conti correnti bancari e postali.

Art. 16

Compiti del Presidente

Il Presidente del Consiglio direttivo ha la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte a terzi ed in giudizio.

Spetta al Presidente:

a) determinare l’ordine del giorno delle sedute del Consiglio e dell’Assemblea dei soci;

b) convocare e presiedere le adunanze del Consiglio direttivo;

c) curare l’esecuzione delle deliberazioni dei Consiglio direttivo;

d) convocare e presiedere l’Assemblea dei soci;

e) sviluppare ogni attività finalizzata al conseguimento degli scopi istituzionali dell’Associazione;

f) esercitare la sorveglianza sull’andamento morale ed economico dell’istituto;

g) assumere, nei casi d’urgenza ed ove non sia possibile una tempestiva convocazione del Consiglio direttivo, i provvedimenti indifferibili ed indispensabili al corretto funzionamento dell’Istituzione sottoponendo gli stessi alla ratifica del Consiglio direttivo medesimo entro il termine improrogabile di 15 (quindici) giorni dalla data di assunzione del provvedimento.

In caso di assenza o temporaneo impedimento del Presidente, ne farà le veci il Vice Presidente.

Art. 17

Il segretario ed il tesoriere

Il segretario cura la tenuta e la redazione dei verbali del Consiglio direttivo e dell’Assemblea dei soci, svolge mansioni a carattere prevalentemente amministrativo.

Il tesoriere ha la responsabilità della gestione patrimoniale dell’Associazione, riscuote le quote annuali e provvede, con la collaborazione del segretario, ad espletare ogni adempimento ordinario.

Il segretario ed il tesoriere sono eletti tra i membri del Consiglio direttivo, per la prima volta in sede di costituzione dell’Associazione dei soci a maggioranza dei due terzi dei presenti prima votazione, a maggioranza assoluta nelle seguenti votazioni. La durata dell’incarico è di cinque anni e non si pongono limiti alla rieleggibilità.

Art. 18

Collegio dei revisori

L’Assemblea può eleggere un Collegio dei revisori composto da tre membri.

I revisori durano in carica tre anni a decorrere dalla loro nomina.

Il Collegio dei revisori ha il compito di verificare periodicamente la regolarità formale e sostanziale della contabilità, redige apposita relazione da allegare al bilancio preventivo e consuntivo. Il loro compenso è commisurato alle vigenti tariffe professionali.

Per l’assolvimento del proprio mandato i revisori hanno libero accesso documentazione contabile ed amministrativa dell’Associazione.

Art. 19

Collegio dei garanti

L’Assemblea può eleggere un Collegio dei garanti composto da tre membri eletti in Assemblea.

I componenti del Collegio durano in carica tre anni a decorrere dalla loro nomina.

Il Collegio ha il compito di dirimere le controversie tra singoli soci e tra soci ed Associazione. Il Collegio delibera con scrutinio palese previa audizione in contraddittorio tra le parti.

Le deliberazioni del Collegio sono scritte e motivate.

Art. 20

Modifica statuto e scioglimento dell’associazione

Le proposte di modifica allo statuto possono essere presentate all’Assemblea da uno degli organi o da almeno un decimo dei soci.

Le relative deliberazioni sono approvate dall’Assemblea straordinaria con la presenza di almeno tre quarti dei soci e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Il patrimonio residuo dell’ente deve essere devoluto ad altra organizzazione non lucrativa di utilità sociale o a fini di pubblica utilità sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

In nessun caso possono essere distribuiti beni, utili e riserve ai soci.

Art.21

Norme generali

Per quanto non contemplato nel vigente statuto si osservano le norme previste dal Codice Civile e dal D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460.


Stella

E’ proprio vero, la vita ci riserva tante sorprese, ma belle o brutte che siano, bisogna avere il coraggio di affrontarle, perché la vita non è ciò che ci accade ma è come reagiamo a ciò che ci accade.
Sono una ragazza di 34 anni che, nell’ottobre del 2007 è stata chiamata a combattere una dura battaglia: una lotta contro la leucemia.
Il tutto, è stato scoperto da una semplice donazione di sangue, fatta a giugno; come ogni anno andai a donare il mio sangue all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, di Roma, e quando mi mandarono le risposte delle analisi a casa, c’era una nota che diceva di ripetere l’emocromo. Ma io non curante della cosa feci passare l’estate e mi ripresentai ad ottobre, perché mia sorella volle diventare anche lei donatrice e così mi accompagnò a fare quel controllo.
Mentre lei donava, io venivo, dopo aver fatto le analisi, circondata da dottori che mi continuavano a chiedere come mi sentivo, rispondendo che io mi sentivo molto bene, cosa strana perché per loro io dovevo stare male. Dico così perché loro avevano visto i miei valori che non erano affatto buoni, in realtà non dovevo neanche reggermi in piedi, in quanto i miei valori erano sotto le scarpe, cioè bassissimi. Loro vedevano che io stavo bene, e credevano a ciò che avevo raccontato loro di cosa avevo fatto il giorno prima. Essendo una bella giornata, ero andata fuori Roma, nella mia casa in campagna a tagliare l’erba e a raccogliere le castagne e a fare altri lavoretti. Per i dottori non era possibile, quindi mi hanno ripetuto più volte il prelievo, ma più controllavano e più i miei valori continuavano a scendere.
Ricordo gli sguardi di quei dottori, increduli anche loro, che non trovavano le parole per dirmi che dovevo assolutamente approfondire questa cosa, e mi fissarono per il giorno dopo, un appuntamento al centro di ematologia del Policlinico Tor Vergata. Io non avevo ancora capito cosa stesse succedendo, forse perché mi sentivo troppo bene da sentirmi male.
Mia sorella andò a casa e io andai al lavoro, come se nulla fosse successo.
L’indomani, sempre accompagnata da mia sorella, che se non fosse stato per lei io non ci sarei mai andata, primo perché era troppo lontano e poi perché io mi sentivo bene e questa urgenza non la vedevo, quindi in un certo senso lei mi ha salvato da un travaglio difficile, abbiamo raggiunto questo Policlinico che per noi dista da casa più di 40 Km.
Anche qui la solita routine, analisi e domande sul come mi sentivo, come al solito rispondevo che stavo bene e anche loro hanno dovuto ripetere più volte gli esami dato che io non avevo nessun sintomo, dico: nessuno.
Dopo una lunga mattinata di attesa e di analisi, arriva il primo verdetto, leucemia, ma occorre fare un prelievo midollare per capire meglio.
Altra attesa snervante, dalle 8 di mattina che eravamo li, alle 16 mi danno il verdetto finale, viene confermato che ho una leucemia.
Potete immaginare, mia sorella crolla in un pianto, io invece continuo a sostenere che loro si sbagliano, che io stò bene e che gradirei andare a casa, perché iniziavo a stancarmi di tutta quella faccenda.
Mi viene impedito di uscire dall’ospedale, ma io continuavo a dire che stavo bene e di voler andare via, e a non capire cosa mi stesse succedendo. Fino a quando il dottore con voce ferma e decisa mi dice che sono in pericolo di vita, e che se esco dall’ospedale per me potrebbe essere molto rischioso, quindi il mio letto di ricovero è già pronto.
Mi arrendo, non riesco più a pensare a niente, ho solo tanta rabbia, fino a quando arrivo davanti alla porta del reparto, e li arriva la cosiddetta mazzata, fuori dal reparto mi fanno mettere i copri scarpe, il reparto è tutto chiuso, e la cosa peggiore è stata che non hanno fatto entrare neanche mia sorella, che ho dovuto salutare con un forte abbraccio e trasmetterle la forza che sarebbe andato tutto bene, e ricordo ancora che mi sussurrò con quella voce interrotta dal pianto in un orecchio: “Verrò tutti i giorni, sarò con te sempre, sei forte e insieme supereremo questo momento..”. Ed è stato così; lei venne tutti i giorni, trascurando i suoi impegni di moglie ma soprattutto di mamma, avendo tre figli, per poter venire nell’ora della visita. Ma non solo, anche per tutte le trafile burocratiche di certificati e di documenti per essere “bollato” come invalido, e si perchè noi diventiamo degli invalidi al 100%, e le persone che per noi devono fare questi giri mandati da un’ ufficio all’altro, portano disagio e problemi organizzativi alla propria famiglia. E cosi è stato anche per mio fratello che veniva da Perugia.
Entro timorosa in quel reparto non capendo ancora o forse si a cosa sarei andata incontro, un reparto triste, silenzioso, troppo silenzioso, l’unica persona che vidi nel corridoio era una ragazza con la mascherina, che mi guardò con tenerezza, forse perché sapeva a cosa stavo per andare incontro.
Ero sola in camera, anche se c’era un altro letto, a rotazione era un via vai di dottori e infermieri, che venivano a spiegarmi le cose, a cercare di tranquillizzarmi, cercando di trasmettermi un po’ di calore umano, sapendo che quella mattina ero uscita di casa, e non ci avevo fatto più ritorno. Questa è stata la cosa più brutta, mi sentivo come un carcerato che viene accusato di una cosa che non ha commesso, ma viene sbattuto ugualmente in cella.
Ho aspettato la sera che mia sorella ritornasse, per portarmi le mie cose, il pigiama, l’asciugamano, insomma quello che serve in ospedale. Dire a lei per telefono dove poteva trovare la mie cose, meno male che non avevo nulla da nascondere ehehe..
L’indomani una schiera di dottori attorno al mio letto, e ancora verdetti, un Professore che poi verrò a sapere che è lui che stà studiando la mia leucemia, Il Prof. Lo Coco, mi dice: “ Lei avrà salvato tante vite donando il suo sangue, ma questa volta ha salvato anche la sua, perché possiamo iniziare tempestivamente le cure e sconfiggere questa malattia”.
E così ha inizio la mia battaglia per la vita.
Ho combattuto questa dura battaglia contro “luce”, è così che ho chiamato la mia leucemia, forse perché mi faceva meno paura, cercando di sdrammatizzare ogni situazione brutta o dolorosa essa sia stata, per non perdere la fiducia ed il coraggio e per far sorridere anche le mie compagne di sventura, abbattendo così tutti i momenti critici che, credetemi, sono stati veramente tanti.
Di sensazioni strane ce ne sono tante, come quella dell’essere entrata con un giacchetto jeans e capelli lunghi, ed essere uscita dopo trentaquattro giorni di ricovero con il piumino ed il cappello in testa perché i capelli li ho dovuti tagliare. La strana sensazione del vestirti, di rimetterti le scarpe, dopo che sei stata per più di un mese con pigiami e pantofole. Di vedere che i tuoi vestiti ti vanno larghi perché hai perso un po’ di chili. La paura di uscire da un reparto protetto, sterile, dove vedevi poche persone, a ritrovarti, varcata quella soglia, in un corridoio pieno di gente, di confusione, di rumori e finalmente respirare l’aria che ti è mancata per tutti qui giorni. E tornare a casa, rifare quel percorso che ti stanca solo a guardarlo dal finestrino, vedendo che hai perso tutti i colori dell’autunno, che fortunatamente ho potuto rivedere quest’anno, e ritrovare quello che avevi lasciato un mese fa, come lo avevi lasciato, quel giorno che ti ha cambiato la vita. Consapevole però, che si vai a casa ma è come se continuassi a stare lì dentro, perché devi avere mille attenzioni, non puoi vedere gente, non puoi vedere bambini, quindi non ho potuto vedere i miei nipoti per molto tempo, non puoi uscire perché fa freddo e tanti altri divieti, ma soprattutto consapevole che, passati venti giorni devi tornare li dentro per fare un altro ciclo di terapia, il tempo per farti riprendere un po’ per poi ricominciare da capo, verrai rinominata per rientrare nel reparto.
E già, se stai facendo i conti capirai che il mio secondo ricovero coincise proprio con il Natale, un Natale diverso da raccontare e indelebile.
Non mi chiedo perché sia capitato a me, è successo e basta, ma voglio trovare un senso a tutta questa sofferenza; racconto la mia storia per dare una luce di speranza, a non perdere la fiducia ed a non arrendersi.
Possiamo farcela, quindi stringiamo i denti e andiamo avanti!
UNITI SI VINCE!!!

Stella

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